Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/17: Tre nuove ordinanze dell'USAV nell'ambito della protezione degli animali · 22 pagine

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presentazione in pubblico: tale obbligo deve spettare al guardiano responsabile degli animali in questione. GE sostiene infine che la regolamentazione proposta rappresenta per il Cantone un allentamento considerevole della prassi attuale e che, quindi, risulta difficile da comprendere.

Tutte le organizzazioni per la protezione degli animali che hanno preso posizione esprimono la loro incomprensione e il loro raccapriccio su queste disposizioni derogatorie per i circhi che, a loro detta, si spingono troppo lontano. STVT, ProTier, OCare, Vier Pfoten e ACUSA rifiutano completamente qualsiasi riduzione delle superfici minime. Vier Pfoten e ACUSA richiedono addirittura un divieto per la detenzione di animali selvatici nei circhi. Di conseguenza, l’articolo 7 deve essere eliminato senza nessuna sostituzione e l’articolo 95 OPAn va adeguato in corrispondenza.

PSA, DBT, ATS, TSVL, TSV ZUG, TSNW, TSV URI e GTV reputano scandaloso il testo dell’avamprogetto e rimproverano all’USAV di aver travalicato le sue competenze nella regolamentazione di questo ambito della detenzione degli animali. Con le nuove disposizioni si legalizza infatti l’eccezione quasi costante rispetto alle prescrizioni minime. Secondo la PSA e le sue associazioni membre, sono i circhi a doversi adattare alle condizioni di ogni diversa ubicazione, ad es. portandovi meno animali oppure prendendo in affitto pascoli supplementari (come esempio virtuoso viene citata la detenzione di cavalli del Circo Knie). Invece, con la nuova ordinanza l’USAV fa sì che siano gli animali – a costo del loro benessere – a doversi adattare anche alle località della tournée che prevedono spazi stretti e inadatti.

Zoos dubita che una riduzione uniforme delle dimensioni minime dei parchi possa essere davvero utile a raggiungere l’obiettivo prefissato. Per una giraffa ciò significherebbe che il parco interno ed esterno debbano essere grandi cadauno 17.5 m²: per il parco interno potrebbe ancora andare bene, ma per il parco esterno tali dimensioni sarebbero nettamente al di sotto della prassi attuale. Per quanto riguarda i rettili nel circo, Zoos è dell’opinione che le presentazioni in pubblico e gli allenamenti non costituiscono possibilità adatte di occupazione, e che in generale occorrerebbe rinunciare ai numeri da circo con rettili, non da ultimo a causa delle temperature dell’ambiente spesso troppo basse per questi animali.

A proposito dei rettili, tale opinione è condivisa anche dai rappresentanti degli interessi nell’ambito dell’erpetologia (DGHT, IG-T, Pogona, AOc).

KNIE saluta fondamentalmente con favore il fatto che si stia cercando di concretizzare alcune incertezze nell’applicazione dell’articolo 95 capoverso 2 lettera a e dell’allegato 2 OPAn. Tuttavia sostiene che la riduzione uniforme delle dimensioni minime dei parchi non contribuirà a centrare l’obiettivo. L’eventuale adozione di una quota fissa (ovvero il 30%) nella nuova ordinanza a livello di ufficio federale significherebbe che KNIE dovrà abbandonare la sua detenzione di animali in tournée, nonostante il circo nazionale svizzero cerchi costantemente di dare agli animali ulteriori possibilità di occupazione e di strutturare i parchi nella maniera migliore possibile. Viene presentata la richiesta che soltanto in caso di riduzioni superiori al 50% siano obbligatorie sedute supplementari di allenamento oppure un’offerta ulteriore di materiale per l’occupazione, specifico per le singole specie animale. La distanza temporale tra le permanenze in località di rappresentazione con forti riduzioni viene di per sé accettata. In sede di valutazione della tournée, è inoltre necessario tenere presente che in singole località di rappresentazione, le superfici risultano superiori ai requisiti minimi: ciò andrebbe computato insieme alle località dove le superfici sono invece inferiori.

BF e PF richiedono di aggiungere che, a tutti i rapaci presentati in pubblico mentre volano liberamente, devono applicarsi le direttive dell’UFAM concernenti la detenzione degli «uccelli rapaci tenuti in falcolneria».

In merito all’articolo 7 e all’articolo 7a, CPat ritiene che deve essere lasciato alle aziende dei circhi verificare insieme all’USAV se, anche in futuro, i loro interessi economici legittimi sono tenuti in debito conto in maniera durevole e adeguata, e sono in un giusto rapporto rispetto al

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