Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/53: Revisione parziale della legge federale sull'assicurazione malattie concernente la gestione del settore ambulatoriale · 21 pagine

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numero di autorizzazioni a esercitare a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie rilasciate a medici specialisti. Tale mozione era stata adottata dal Consiglio nazionale il 28 settembre 2012 per poi essere respinta dal Consiglio degli Stati il 9 dicembre 2013, dato che nel frattempo era stata reintrodotta la limitazione delle autorizzazioni.

Postulato 12.3783 «Stop alle autorizzazioni per studi medici. Non si ripetano gli errori del passato (2)»

Questo postulato, depositato dal Consigliere nazionale Ignazio Cassis, incarica il Consiglio federale di esaminare se per disciplinare il rilascio di autorizzazioni per l’apertura di nuovi studi medici un sistema di aste possa rappresentare una valida alternativa al blocco delle autorizzazioni praticato sinora. Il Consiglio nazionale l’ha adottato il 14 dicembre 2012, con il sostegno del Consiglio federale. In questo modello, nel quadro di un’asta olandese invertita (ossia un’asta in cui il prezzo di vendita diminuisce fino a trovare un acquirente) un regolatore proporrebbe al corpo medico una tariffa TARMED più bassa e la aumenterebbe progressivamente fino a trovare un numero sufficiente di medici disposti a lavorare in una determinata regione applicando tale tariffa. Come ammette l’autore del postulato, un sistema di questo tipo non risolverebbe il problema della domanda indotta da un’abbondante offerta di prestazioni mediche e non consentirebbe neppure di definire il numero ottimale di medici in una regione. Tuttavia il modello dell'asta avrebbe anche diversi vantaggi: nei luoghi con una forte presenza di medici i costi diminuirebbero, mentre nelle regioni periferiche una tariffa TARMED più elevata potrebbe attirare un numero crescente di medici e contrastare così la minaccia di una loro penuria. In occasione della procedura di consultazione in forma di conferenza relativa alla reintroduzione della clausola del bisogno, vari Cantoni (segnatamente ZH, TI e SG) hanno espresso il timore che i medici che hanno aperto uno studio medico siano incentivati a rivendere lo studio medico a prezzo elevato, approfittando della forte differenza tra l’offerta e la domanda. In occasione della prima tavola rotonda, questo modello è stato presentato ai partner, che l’hanno rapidamente scartato. Considerando le discussioni condotte e l’analisi delle eventuali conseguenze di tale soluzione (segnatamente l'insicurezza economica per i medici e incitazioni non desiderabili per il sistema), il Consiglio federale propone al Parlamento di togliere di ruolo il postulato.

Postulato 12.3681 «Stop alle autorizzazioni per studi medici. Non si ripetano gli errori del passato (1)»

Questo postulato, depositato dal Consigliere nazionale Ignazio Cassis e adottato dal Consiglio nazionale il 14 dicembre 2012, incarica il Consiglio federale di esaminare se un obbligo di esercitare in Svizzera in un centro di formazione riconosciuto per almeno tre anni prima di poter fatturare in proprio a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie sia compatibile con la libera circolazione delle persone. Una regolamentazione del genere è stata inserita dal Parlamento nel progetto del Consiglio federale relativo alla reintroduzione urgente e temporanea della limitazione delle autorizzazioni (art. 55a cpv. 2 LAMal). L’Amministrazione federale ha esaminato la questione nell’ambito dei dibatti in Parlamento ed è giunta alla conclusione che l’articolo 55 della direttiva 2005/36/CE14 vieta di condizionare a una pratica professionale preliminare oppure a una formazione supplementare l’autorizzazione a esercitare a carico dell’assicurazione malattie per i medici in

14 Direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, GU L 255 del 30.9.2005, pag. 25