Rapporto esplicativo
Consultazione 2014/53: Revisione parziale della legge federale sull'assicurazione malattie concernente la gestione del settore ambulatoriale · 21 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 8Fedlex · Rapporto esplicativo
libera circolazione) in alcuni Paesi si riscontrano ostacoli all’accesso sotto forma di esami e requisiti supplementari concernenti la pratica professionale.
Autorizzazione a esercitare a carico dell’assicurazione malattie
Per quanto riguarda l’autorizzazione a esercitare a carico dell’assicurazione malattie o del servizio sanitario, in circa la metà dei Paesi oggetto dello studio vige un obbligo di contrarre come quello applicato in Svizzera, talvolta limitato a determinati settori (Francia: autorizzazione automatica dei medici che esercitano in ospedale; Slovacchia: assistenza medica di base ambulatoriale). Nessuno degli Stati esaminati pone restrizioni legali all'autorizzazione a esercitare a carico dell’assicurazione malattie per i medici stranieri. Solo la Svezia (ampia esperienza medica e qualifica come specialista) e l’Australia (10 anni di attività in un luogo in cui vi è penuria di medici) applicano condizioni giuridiche specifiche per l’accesso di medici stranieri.
Gestione strategica dell’offerta
Vige una gestione dell’offerta nell’ambito dell’autorizzazione all’esercizio della professione solo in Belgio e in Spagna. L’ampia maggioranza degli Stati esaminati agisce piuttosto sul numero di posti offerti per la formazione medica universitaria. Alcuni praticano il numero chiuso all’ingresso anche per le specializzazioni (p. es. Francia, Repubblica Ceca, Lettonia). Quanto alla gestione strategica dell’offerta nell’ambito del finanziamento statale, lo studio evidenzia un’ampia varietà di modelli. In vari Stati, il numero di contratti o di medici autorizzati a esercitare a carico dell’assicurazione malattie o del servizio sanitario è limitato in base a un’analisi del bisogno (Germania, Austria, Italia, Danimarca, Islanda, Lettonia, Slovacchia). In Germania, ad esempio, le associazioni dei medici convenzionati elaborano un piano del fabbisogno in collaborazione con le associazioni mantello delle casse malati a livello dei Länder. Questo piano determina l’offerta di cure mediche tenendo conto dei gruppi di medici, della densità e della struttura demografica nonché del genere e dell’entità della domanda di prestazioni mediche convenzionate. Esso deve anche determinare come i medici convenzionati copriranno questa domanda e secondo quale distribuzione territoriale. Vari Stati gestiscono la quantità dell’offerta attraverso il budget stanziato per finanziare le prestazioni mediche (p. es. Inghilterra e Polonia). In Polonia, per essere rimborsato dal servizio sanitario statale il primo trattamento medico ambulatoriale deve essere effettuato da un medico di fiducia del Fondo sanitario nazionale (NFZ). Tutti i medici che soddisfano determinati criteri possono candidarsi per stipulare un contratto con il NFZ (cassa malati unica) e la selezione avviene mediante una speciale procedura di aggiudicazione. L’offerta è così gestita indirettamente attraverso la presa a carico delle prestazioni sanitarie da parte del NFZ. La Danimarca e la Norvegia gestiscono l’offerta tra l’altro mediante incentivi finanziari, ad esempio mediante una miglior retribuzione delle prestazioni offerte in misura insufficiente.
Come mostra lo sguardo agli altri Stati dell’OCSE, gran parte di essi ha adottato strumenti per la gestione a lungo termine dell’offerta di cure mediche nel settore ambulatoriale. In particolare, tutti gli Stati limitrofi della Svizzera esaminati (Germania, Austria, Francia, Italia) hanno già introdotto sistemi per regolamentare sia il numero di medici autorizzati a esercitare a carico dell’assicurazione malattie obbligatoria, sia il volume di prestazioni che possono fornire a suo carico. La modifica di legge proposta consente anche alla Svizzera di regolamentare il settore ambulatoriale.