Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/53: Revisione parziale della legge federale sull'assicurazione malattie concernente la gestione del settore ambulatoriale · 21 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 6Fedlex · Rapporto esplicativo

una prestazione in una regione ed esso va riveduto regolarmente in funzione dell'evoluzione dell’offerta, il che crea una grande insicurezza per i fornitori di prestazioni. Tra l’altro questi ultimi non tengono conto solo del criterio finanziario quando decidono dove desiderano praticare la loro attività: il contesto sociale, l’obbligo di partecipare ai servizi di pronto soccorso, le condizioni di vita o la possibilità di lavorare a tempo parziale sono fattori importanti che entrano in gioco, riducendo l’influsso della tariffa sulle decisioni prese. L’aumento della tariffa deve quindi essere molto consistente per limitare l’influsso degli altri fattori e spingere i fornitori di prestazioni ad accettare di essere più mobili. Conformemente al principio di neutralità dei costi, qualsiasi aumento della tariffa deve essere compensato da una diminuzione equivalente della tariffa in un’altra specializzazione o in un’altra regione, in modo tale che i costi del sistema restino sostenibili per gli assicurati. Sul fronte dei pazienti e dei fornitori di prestazioni, una differenziazione creerebbe degli incentivi indesiderati. Da un lato, con cure più costose nelle regioni periferiche rispetto alle zone urbane, i pazienti sarebbero incoraggiati a farsi curare in città, il che squilibrerebbe il mercato. Lo scopo non è di aumentare la mobilità dei pazienti, dal momento che la riforma mira innanzitutto a garantire a ciascuno un’offerta ottimale, indipendentemente dalla regione in cui vive.

Il Consiglio federale ha inoltre indicato a più riprese che un aumento del valore del punto fondato unicamente su un obiettivo di politica regionale non è conforme al principio di economicità, su cui si fonda la totalità delle tariffe delle prestazioni finanziate dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.

Questo modello crea quindi troppe incertezze e incentivi sfavorevoli per giustificarne un’attuazione. Le misure tariffali dovrebbero essere considerate solo a titolo eccezionale o come strumento sussidiario.

Regolamentazione delle autorizzazioni

Inizialmente, la regolamentazione delle autorizzazioni era una proposta formulata congiuntamente dalla Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) e dalla Federazione dei medici svizzeri (FMH). Tale proposta, che è servita da base a quella oggetto del presente rapporto, mirava a scostarsi dalla nozione di blocco delle autorizzazioni per riprendere quella di una regolamentazione da parte dei Cantoni, in modo da rispondere meglio alle realtà locali dell’offerta.

Sulla scorta delle discussioni in occasione delle tavole rotonde, il Consiglio federale ha adeguato il modello proposto, in modo tale da accrescere il consenso, migliorando al tempo stesso il progetto.

1.4 Adeguatezza dei mezzi richiesti

La riforma proposta attribuisce ai Cantoni la competenza di intervenire. Essi potranno così rispondere ai bisogni in modo specifico, in modo da evitare situazioni di offerta eccedentaria o insufficiente. I Cantoni non hanno tuttavia l’obbligo di intervenire, il che permette loro di tener conto di situazioni problematiche e evita regolamentazioni quando le circostanze non lo esigono. Il progetto fa una netta distinzione tra le situazioni di offerta eccedentaria e quelle di offerta insufficiente. Ogni Cantone adotterà quindi unicamente le disposizioni necessarie nel suo caso e potrà differenziarle all’interno del suo territorio e secondo i tipi di prestazioni. Il progetto di revisione favorisce le collaborazioni, garantendo soluzioni pragmatiche e consensuali, il che aumenta le probabilità di accettazione e permette una miglior collabora-