Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/53: Modifiche dell'ordinanza sui fondi propri (OFoP) e dell'ordinanza sulle banche (OBCR) · 33 pagine

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per cento. Tuttavia si deve presupporre che gli istituti interessati si doteranno del capitale supplementare perlopiù mediante autofinanziamento, che è meno oneroso. Pertanto le maggiori entrate per la Confederazione provenienti dalla tassa di emissione sul capitale proprio potrebbero essere esigue.

Effetto dell’autofinanziamento: per lo meno nella fase di adeguamento alle prescrizioni relative all’aumento dei fondi propri, una parte del capitale azionario supplementare sarà autofinanziata mediante tesaurizzazione degli utili. Ciò determina una riduzione della quota di distribuzione degli utili. Il minor reddito da dividendi percepito dagli investitori si traduce per gli investitori stranieri in un calo dell’imposta residua sui dividendi gravati da imposta preventiva. In riferimento agli investitori svizzeri, diminuisce il gettito dell’imposta sul reddito e quello dell’imposta preventiva. Terminata la fase di adeguamento, le nuove esigenze normative generano una struttura modificata del capitale.

Effetto della struttura del capitale sull’imposta sull’utile: a seguito dell’aumento dei fondi propri, la quota di finanziamento con fondi di terzi diminuisce: dalla base di calcolo dell’imposta sull’utile si possono dedurre meno interessi debitori. Inoltre, a seguito del maggiore grado di autofinanziamento, si riduce la componente del premio di rischio negli interessi debitori. Ciò comporta un’estensione della base di calcolo dell’imposta sull’utile. Ne risultano maggiori entrate per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni. Tuttavia lo strumento dei CoCos e quello dei «bail-in bond» hanno ripercussioni in controtendenza: in questo caso la base di calcolo dell’imposta sull’utile non si riduce soltanto a causa della componente degli interessi. Anche il premio pagato agli investitori dal venditore dell’opzione può essere dedotto come spesa. In questo modo è impossibile prevedere l’effetto netto della struttura del capitale sull’imposta sull’utile.

Effetto della struttura del capitale sull’imposta sul capitale: il «common equity» supplementare aumenta la base di calcolo dell’imposta sul capitale, indipendentemente dal fatto che sia autofinanziato o finanziato da terzi. Ciò genera per i Cantoni e i Comuni maggiori entrate annue.

Effetto della struttura del capitale sull’imposta sul reddito: la struttura modificata del capitale delle banche interessate si ripercuote sulla composizione fiscalmente rilevante del reddito degli investitori. La quota del reddito degli interessi risultante dagli strumenti classici del finanziamento tramite fondi di terzi diminuisce lievemente rispetto ad altre forme di reddito. Aumentano invece il reddito da «common equity» (dividendi e utili di capitale) e il reddito dai CoCos (interessi e utili di capitale sotto forma di premi pagati dal venditore dell’opzione). Poiché gli utili di capitale sulle partecipazioni detenute nel patrimonio privato sono esenti da imposte, la composizione modificata del reddito degli investitori determina minori entrate derivanti dall’imposta sul reddito per Confederazione, Cantoni e Comuni.

Il nuovo quadro normativo si ripercuote non soltanto sui passivi in bilancio, ma causa anche variazioni negli attivi. Essenzialmente si pongono le seguenti domande.

 Come modificano le nuove condizioni quadro il portafoglio delle offerte delle banche? Quali attività saranno ridotte, eliminate o intensificate?

 Come cambierà il profilo utile-rischio dei vari settori di attività? In che misura i settori di attività con maggiori utili attesi, ma con notevoli fluttuazioni degli utili/delle perdite, saranno sostituiti da settori di attività con prospettive di utili più basse ma più stabili?

 Come evolveranno le attività svolte dalla Svizzera rispetto a quelle svolte dall’estero?

A livello tributario, queste modifiche si ripercuotono direttamente sul gettito dell’imposta sull’utile attraverso gli utili conseguiti. Il valore aggiunto distribuito sotto forma di stipendi e remunerazioni o dividendi influenza indirettamente le entrate risultanti dall’imposta sul reddito.