Rapporto esplicativo
Consultazione 2015/53: Modifiche dell'ordinanza sui fondi propri (OFoP) e dell'ordinanza sulle banche (OBCR) · 33 pagine
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5 Conclusioni
La presente analisi d’impatto mostra che l’adeguamento delle esigenze in materia di fondi propri (unitamente alla pianificazione d’emergenza per le grandi banche da ultimare entro il 2019) permette di compiere un ulteriore passo nel processo complessivo volto a risolvere la problematica TBTF. Si tratta di un vantaggio fondamentale per la piazza finanziaria e per l’economia nazionale, poiché la problematica TBTF rappresenta una minaccia potenziale per la stabilità finanziaria. Le maggiori esigenze rafforzano la resistenza delle banche e, di conseguenza, nel lungo termine dovrebbero accrescere la loro competitività e la loro reputazione presso i clienti. Le grandi banche vantano così solvibilità e stabilità superiori nel confronto internazionale. Una volta raggiunta la dotazione di capitale (proprio) prevista, le banche interessate dovrebbero inoltre beneficiare di migliori rating e di minori costi di rifinanziamento. Ne risulterà rafforzata anche la reputazione della piazza finanziaria svizzera.
Nel confronto internazionale, secondo la raccomandazione del gruppo di esperti per l’ulteriore sviluppo della strategia in materia di mercati finanziari, la Svizzera dovrebbe far parte dei Paesi leader per quanto riguarda le esigenze in materia di fondi propri richiesti per il «going concern». Nell’ambito del «leverage ratio» e degli attivi ponderati in funzione del rischio, la Svizzera va oltre gli standard minimi di Basilea III fissati per il «going concern». Ciò è vero non solo per la Svizzera, ma anche per gli Stati Uniti e il Regno Unito, per lo meno nel campo del «leverage ratio». Tutto sommato, questo riflette l’importanza delle banche di rilevanza sistemica per la Svizzera. Le perdite subite dalle banche nell’ultima crisi finanziaria hanno mostrato un’ampia diversificazione. Con le nuove disposizioni in materia di fondi relative al «going concern», le perdite di UBS sarebbero state coperte durante la crisi. Tuttavia, perdite percentualmente maggiori non sarebbero più state coperte con le esigenze concernenti il «going concern». Per questo è importante garantire esigenze adeguate anche per il «gone concern». Questo capitale supplementare può essere impiegato per sostenere un risanamento o una liquidazione, riducendo i rischi per i contribuenti.
Gli adeguamenti non generano una politica più restrittiva di concessione dei crediti da parte delle banche svizzere, e questo per due motivi. Da un lato manca la prova empirica della probabilità di un simile scenario. Ad esempio, l’introduzione della legislazione TBTF e di Basilea III ha avuto conseguenze irrilevanti sull’offerta creditizia. Dall’altro lato, nel confronto internazionale la Svizzera dispone di una densità bancaria relativamente alta. La concorrenza svolge il proprio ruolo, soprattutto nel settore del credito. Non sono esclusi determinati adeguamenti dei costi di finanziamento in quei settori in cui le due grandi banche dispongono di un’elevata quota di mercato.
È difficile giungere a dichiarazioni affidabili in merito alle conseguenze isolate per i clienti e per lo Stato dovute alle maggiori esigenze in materia di fondi propri, poiché queste dipendono dal quadro generale della politica economica e monetaria e dall’evolversi del contesto strutturale del settore finanziario. Tuttavia, in linea generale i costi macroeconomici delle nuove esigenze possono essere considerati bassi.