Rapporto esplicativo
Consultazione 2015/53: Modifiche dell'ordinanza sui fondi propri (OFoP) e dell'ordinanza sulle banche (OBCR) · 33 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 7Fedlex · Rapporto esplicativo
10 per cento di CET1. Per gli strumenti di capitale pendenti, che non potranno più essere conteggiati in futuro (ad es. HT CoCos di qualità Tier 2) è stata creata una soluzione «grandfathering».
Figura 1: Esigenze «going concern»
Per le banche di rilevanza sistemica attive a livello internazionale, l’entità delle esigenze «gone concern» rispecchia le esigenze «going concern». Pertanto per CS e UBS le esigenze «gone concern» ammontano ora al 5 per cento per il LR e al 14,3 per cento per gli RWA, secondo le quote di mercato e la somma degli impegni attesi. Sono fondamentalmente considerate banche di rilevanza sistemica attive a livello internazionale le banche che il Financial Stability Board (FSB) qualifica ogni anno come banche di rilevanza sistemica globale («globally systemically important banks», abbreviato in G-SIB).
Sostanzialmente sussiste una necessità d’intervento anche per le esigenze «gone concern» per le banche di rilevanza sistemica che non sono attive a livello internazionale (ZKB, Raiffeisen e PostFinance). Per queste banche, tuttavia, non sono stati ancora concretizzati i piani d’emergenza rilevanti nel caso «gone concern». Le esigenze supplementari «gone concern» saranno determinate non appena saranno noti i tratti fondamentali di questi piani. Tale argomento sarà oggetto del prossimo rapporto di valutazione TBTF secondo l’articolo 52 della legge sulle banche, che dovrà essere approvato dal Consiglio federale entro la fine di febbraio del 2017.
In merito alla qualità del capitale, le esigenze «gone concern» possono essere interamente soddisfatte con obbligazioni di tipo «bail-in». Si tratta di crediti nei confronti della banca che, secondo le condizioni di emissione della FINMA, possono essere ammortizzati o convertiti in capitale proprio in caso di fallimento della banca. Il mantenimento di «low trigger CoCos» (LT CoCos) quale parte integrante del capitale «gone concern» dovrebbe restare possibile ma non essere tassativo. Poiché, secondo l’autorità di vigilanza, in caso di «resolution» i LT CoCos mantengono maggior valore rispetto ai «bail-in bond»4, dovrebbe essere concessa una riduzione delle esigenze quantitative. Applicando un rapporto di computo tra LT CoCos e «bail-in bond» di 2 a 3, è possibile ridurre le esigenze relative al LR dell’1 per cento al massimo e quelle relative agli RWA del 2,9 per cento al massimo.
Rispetto all’attuale regime TBTF, per le due grandi banche aumentano le esigenze dei fondi propri massimi, sia nel «going concern» che nel «gone concern» (cfr. Fig. 2). Mentre le grandi banche in situazioni di «going concern» devono detenere circa l’1 per cento di CET1 e di AT1
4 Senza risanamento, i «low trigger CoCos» possono essere impiegati per la copertura delle perdite (tramite ammortamento del credito o conversione in capitale proprio) e in caso di insolvibilità incombente (PONV) possono essere utilizzati per evitare il risanamento.