Rapporto esplicativo
Consultazione 2015/53: Modifiche dell'ordinanza sui fondi propri (OFoP) e dell'ordinanza sulle banche (OBCR) · 33 pagine
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notevoli dimensioni rispetto a quelle del Paese. Egli è contrario a un nuovo orientamento generale della regolamentazione TBTF, ma individua una necessità d’intervento nel quadro delle leggi esistenti, poiché neppure un’attuazione completa delle odierne disposizioni TBTF risolverebbe interamente la problematica TBTF per la Svizzera. Di conseguenza, un gruppo di lavoro diretto dal Dipartimento federale delle finanze (DFF) con rappresentanti della Banca nazionale svizzera (BNS) e dell’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) ha elaborato proposte per i necessari adeguamenti legislativi. Il 21 ottobre 2015 il Consiglio federale ha approvato i relativi parametri per l’adeguamento delle disposizioni TBTF.
Di seguito sono descritti brevemente i tratti fondamentali delle misure proposte, in merito alle quali il presente rapporto fornisce una riflessione economica e un’analisi delle attese ripercussioni.
1.3 Tratti fondamentali delle misure proposte
Le misure proposte ruotano attorno alle ridefinite esigenze di capitale, che possono essere suddivise in esigenze di capitale «going concern» e «gone concern». Nel «going concern», un istituto deve disporre di capitale sufficiente per evitare, in una situazione di stress, un sostegno o una liquidazione/un risanamento statali (riassunto nel termine inglese «resolution»). Tuttavia non è un obiettivo delle esigenze «going concern» evitare una «resolution» in ogni caso. Piuttosto, con l’ulteriore capitale «gone concern» si mira a garantire il risanamento o la liquidazione di una banca appena si verifica un evento critico (ad es. il mancato raggiungimento della quota di capitale CET1 del 5 %), oppure se l’autorità di vigilanza giunge alla conclusione che la banca non è più in grado di ricapitalizzarsi con le proprie forze, nel tempo e nella misura necessaria, ossia quando insorge il pericolo di insolvenza (il cosiddetto «point of non viability» [PONV]). Il capitale «gone concern» deve essere sufficiente a garantire un risanamento dell’istituto, senza ricorrere ai fondi pubblici, o a trasferire le funzioni di rilevanza sistemica in un’unità funzionante e a liquidare le altre unità.
Le esigenze «going concern» per le banche di rilevanza sistemica («systemically important banks», abbreviato in SIB) consistono nella somma di un’esigenza di base – identica per tutte le SIB – concernente sia il grado d’indebitamento ossia la quota di fondi propri in rapporto al bilancio («leverage ratio», LR) sia gli attivi ponderati in funzione del rischio («risk weighted assets», RWA) di una banca, nonché di supplementi definiti in modo individuale per ogni istituto. L’esigenza di base per il «leverage ratio» è del 4,5 per cento, quella per gli RWA è del 12,86 per cento. Per il calcolo dei supplementi individuali, le SIB sono classificate in diversi livelli («bucket approach») risultanti dalla quota di mercato e dalla somma degli impegni di un istituto. Per entrambi i fattori (quota di mercato e la somma degli impegni dell’istituto) sono indicati i supplementi per il «leverage ratio» e gli RWA. Tali supplementi hanno una struttura convessa, ossia crescono in modo più che proporzionale per gli istituti con quote di mercato e somma degli impegni maggiori. Ciò dovrebbe spingere le banche, in particolare quelle grandi, a non accrescere ulteriormente il grado della loro rilevanza sistemica. La Figura 1 riassume la struttura delle esigenze «going concern» per le banche di rilevanza sistemica nazionale in funzione delle quote di mercato e della somma degli impegni attesi.
Nell’ambito «going concern» sono state innalzate le esigenze anche in merito alla qualità del capitale. Ad esempio, per adempiere l’esigenza relativa al LR si può ricorrere agli «high trigger CoCos» (HT CoCos)3 di qualità Tier 1 solo per un massimo dell’1,5 per cento, il resto deve essere soddisfatto con fondi propri di base di qualità primaria (CET1). UBS e CS devono dunque detenere almeno il 3,5 per cento di CET1 rispetto all’attuale 2,4 per cento. In modo analogo, per gli RWA delle grandi banche si può ricorrere agli HT CoCos di qualità Tier 1 solo per un massimo del 4,3 per cento, mentre il resto deve essere adempiuto con CET1. Per la ponderazione in funzione del rischio, UBS e CS devono dunque continuare a detenere almeno il
3 Al riguardo si tratta di capitale convertibile per il quale come evento determinante («trigger») è definito il momento in cui la quota di fondi propri di base di qualità primaria (CET1) scende sotto il
7 per cento degli RWA.