Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/44: Decreto federale concernente l'iscrizione del segreto bancario nella Costituzione federale (controprogetto diretto all'iniziativa popolare «Sì alla protezione della sfera privata») · 24 pagine

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Compendio

L’iniziativa popolare «Sì alla protezione della sfera privata» persegue l’obiettivo dichiarato di iscrivere la protezione del segreto bancario fiscale nella Costituzione, impedendo in tal modo l’introduzione dello scambio automatico di informazioni a livello nazionale, ossia l’accesso ai dati bancari nell’ambito della procedura di tassazione, come pure la revisione del diritto penale fiscale avviata dal Consiglio federale. Il 19 maggio 2016 la Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) ha deciso di opporre un controprogetto diretto all’iniziativa popolare. Per quanto concerne quest’ultima, con 11 voti contro 3 e 9 astensioni la Commissione propone al plenum di raccomandare al Popolo e ai Cantoni di respingere l’iniziativa e di accettare il controprogetto diretto.

Con il controprogetto diretto la maggioranza della Commissione persegue in sostanza gli stessi obiettivi dell’iniziativa, senza spingersi tuttavia oltre le disposizioni del diritto vigente. La minoranza della Commissione respinge invece il controprogetto, in quanto ritiene che non implicherebbe un valore aggiunto per la protezione della sfera privata (che oggi sarebbe già sufficientemente garantita a livello costituzionale e legislativo), non apporterebbe alcun vantaggio per i contribuenti onesti e non sarebbe conforme alla strategia di emersione del denaro non dichiarato decisa dal Consiglio federale.

Alla consultazione, che è durata dal 6 giugno al 5 settembre 2016, hanno preso parte tutti i Cantoni, eccetto GL, che vi ha rinunciato, la CDF, 7 partiti (PBD, PPD, PLR, pvl, Verdi, PS, UDC) nonché 17 associazioni e organizzazioni.

Per molti partecipanti alla consultazione il controprogetto rappresenta un miglioramento rispetto all’iniziativa popolare «Sì alla protezione della sfera privata», poiché previene svariate lacune contenute nell’iniziativa e riflette lo status quo.

Ciononostante, il controprogetto diretto viene respinto dalla grande maggioranza dei Cantoni così come da un’esigua maggioranza dei partiti e delle associazioni/organizzazioni

(22 Cantoni e la CDF, 4 partiti [PBD, pvl, Verdi, PS] e 8 associazioni/organizzazioni [economiesuisse, banche nazionali, Raiffeisen Svizzera, ASB, UBCS, USS, SwissHoldings, Travail.Suisse]). Per la maggior parte di essi, il segreto bancario e la sfera privata in ambito finanziario sono sufficientemente protetti dalle disposizioni legislative e costituzionali vigenti. Temono che il controprogetto possa avere conseguenze negative (segnatamente una riduzione dell’onestà fiscale, una maggiore difficoltà a realizzare le riforme future, un calo delle autodenunce esenti da pena, costi conseguenti alla regolamentazione e rischi di responsabilità per le banche) e costituire una minaccia per la piazza finanziaria svizzera nel contesto internazionale.

Favorevoli al controprogetto diretto sono 3 Cantoni (OW, SZ, ZG), 3 partiti (PPD, PLR, UDC) e 7 associazioni/organizzazioni (alliancefinance, Aufsichtsstelle Datenschutz TG, CP, Creditreform, FER, usam, veb.ch). Tutti appoggiano gli obiettivi perseguiti dalla maggioranza della Commissione. Per il PPD, tuttavia, il controprogetto diretto ha senso solo se garantisce il ritiro dell’iniziativa, è sostenuto da un’ampia coalizione e ha delle possibilità reali al cospetto del Popolo.

Due associazioni (ABPS e ABG) assumono una posizione neutra e potrebbero adeguarsi alle conseguenze del controprogetto diretto.

Il Cantone ZG, l’UDC, l’ABG, l’ABPS, l’ASB, l’usam e la FER approvano esplicitamente il fatto che il Popolo abbia l’opportunità di pronunciarsi sul segreto bancario in Svizzera.