Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/19: Legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (LAFE) · 24 pagine

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Rapporto

1 Punti essenziali del progetto

1.1 Genesi

La legge federale del 16 dicembre 1983 sull’acquisto di fondi da parte di persone all’estero (LAFE, all’epoca detta anche Lex Friedrich; RS 211.412.41) entrò in vigore il 1° gennaio 1985. Da allora ha subito numerose revisioni.

Una prima modifica alla LAFE è stata apportata il 30 aprile 1997. Principale oggetto della revisione furono i fondi per stabilimenti d’impresa. All’epoca, a ragione del deterioramento del contesto economico che toccava in particolare il mercato del lavoro, il Parlamento decise, nel quadro del «Programma d’investimento concernente particolari misure di politica congiunturale» (FF 1997 II 1022, in particolare 1047 segg. e 1066), un allentamento a favore di investitori esteri per consentire la creazione di nuove aziende di produzione e servizi. La revisione entrò in vigore il 1° ottobre 1997. Da allora la legge è chiamata anche Lex Koller.

L’8 ottobre 2004, il Parlamento decise un’ulteriore revisione (RU 2005 1337) riguardante essenzialmente le società operanti nel settore degli immobili abitativi, ossia le persone giuridiche, il cui scopo è l’acquisto o il commercio di fondi soggetti all’obbligo dell’autorizzazione. Da allora le persone all’estero possono acquistare partecipazioni di società immobiliari quotate in borsa senza dover chiedere un’autorizzazione.

In due messaggi del 4° luglio 2007 (FF 2007 5271 e 5293), il Consiglio federale ha proposto alle Camere federali di abrogare la Lex Koller e di prendere misure accompagnatorie di pianificazione del territorio da adottare in caso di abrogazione della Lex Koller (integrazione della legge del 22 giugno 1979 sulla pianificazione del territorio; RS 700). L’abrogazione fu motivata adducendo che il rischio dell’«eccessivo dominio straniero» del suolo nazionale riguardava tutt’al più un numero ristretto di casi puntuali. Una forte domanda estera sussisteva soltanto per le abitazioni di vacanza o le residenze secondarie. Il Consiglio federale riteneva che l’abrogazione della legge fosse in grado di attirare investimenti diretti esteri nella costruzione di abitazioni e creare posti di lavoro. Tuttavia, nel 2008, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno rinviato il progetto di abrogazione al Consiglio federale con il mandato di rielaborarlo (Boll. Uff. 2008 N 249; Boll. Uff. 2008 S 507).

Negli anni successivi la situazione cambiò drasticamente. In seguito alla crisi finanziaria del 2008, l’interesse per gli investimenti nel settore immobiliare conobbe un considerevole aumento, anche perché gli immobili situati in Svizzera erano considerati, a livello internazionale, investimenti redditizi a lungo termine. Tale circostanza alimentò il timore che, dopo l’abrogazione della LAFE, troppi capitali esteri sarebbero affluiti nel settore immobiliare svizzero. Di sopraggiunta, con l’immigrazione, la domanda di fondi immobiliari in Svizzera aveva subito un netto incremento. In considerazione di tale evoluzione, il Parlamento trasmise la mozione 12.3984 della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del