Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/47: Avamprogetto di legge federale sul divieto di dissimulare il viso · 23 pagine

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Compendio

Il Consiglio federale è contrario all’iniziativa popolare «Sì al divieto di dissimulare il

proprio viso» e propone di sottoporla al voto del Popolo e dei Cantoni con la racco-

mandazione di respingerla. Chiedendo un divieto di dissimulare il viso in tutti gli spazi pubblici, l’iniziativa è ampiamente sproporzionata. Problematizza un fenomeno di scarsa diffusione e intacca la consolidata autonomia legislativa cantonale. Il Consiglio federale propone un controprogetto indiretto a livello di legge che risolve in modo più mirato i possibili problemi connessi alla dissimulazione del viso. Come l’iniziativa, il controprogetto introduce una sanzione specifica per la coercizione a dissimulare il viso completando la fattispecie della coazione. Il controprogetto di legge introduce inoltre l’obbligo di mostrare il viso nelle situazioni in cui il diritto federale prescrive

un’identificazione visiva oppure in cui un compito previsto dal diritto federale può es-

sere eseguito senza un onere sproporzionato unicamente se la persona in questione

mostra il viso. Contrariamente all’iniziativa, il controprogetto indiretto non tange l’au-

tonomia legislativa cantonale. Situazione di partenza e obiettivi del progetto

L’iniziativa popolare «Sì al divieto di dissimulare il proprio viso», depositata il 15 settembre 2017, chiede di modificare la Costituzione federale (Cost.) aggiungendovi un nuovo articolo 10a secondo cui è vietato dissimulare il proprio viso negli spazi pubblici e nei luoghi accessibili al pubblico. Eccezioni sono possibili esclusivamente per motivi inerenti alla salute, alla sicurezza, alle condizioni climatiche e alle usanze locali. L’iniziativa chiede inoltre di sancire espressamente nella Costituzione il divieto di obbligare una persona a dissimulare il viso a causa del suo sesso.

L’iniziativa popolare soddisfa i requisiti di validità di cui all’articolo 139 capoverso 2 Cost. In quanto progetto elaborato rispetta l’unità della forma. Le singole parti sono intrinsecamente connesse dal punto di vista del contenuto, per cui è data anche l’unità della materia. Essa non viola neppure disposizioni cogenti del diritto internazionale.

Il Consiglio federale è contrario all’iniziativa popolare e propone di sottoporla al voto del Popolo e dei Cantoni con la raccomandazione di respingerla. La sua decisione si fonda in particolare sui seguenti argomenti.

L’iniziativa intacca senza necessità l’autonomia dei Cantoni. Chiede di sancire nella Costituzione federale un divieto di dissimulare il viso vigente in tutta la Svizzera e introduce in tal modo una soluzione uniforme per tutti i Cantoni. Il disciplinamento dello spazio pubblico compete però tradizionalmente ai Cantoni. Dovrebbero quindi essere i Cantoni stessi a decidere se emanare un divieto di dissimulare il viso e in particolare come gestire le turiste dal volto coperto provenienti dai Paesi arabi. Le diverse posizioni dei Cantoni si riflettono anche nelle differenze tra le soluzioni cantonali in materia di dissimulazione del viso. I Cantoni Zurigo, Soletta, Svitto, Basilea-Città e Glarona hanno respinto il relativo divieto, mentre Ticino e San Gallo lo hanno introdotto.

L’iniziativa mira a potenziare l’ordine pubblico. Prescrizioni che vietano la dissimulazione del viso durante le dimostrazioni esistono però già a livello cantonale. Una simile disposizione a livello federale appare dunque inopportuna.

L’iniziativa si oppone al burqa e al niqab negli spazi pubblici come simboli di un’idea della società che sancisce in ampie parti del mondo la sottomissione della donna. La discriminazione della donna è tuttavia assai sfaccettata. L’iniziativa non propone soluzioni per altri problemi, molto più diffusi, come la violenza domestica o la disparità salariale. Dal punto di vista della parità tra i sessi, l’iniziativa manca quindi ampiamente il bersaglio poiché tralascia problemi importanti. Inoltre, non è escluso che un divieto di dissimulare il viso negli spazi pubblici induca certe donne a ritirarsi negli spazi privati, con conseguente isolamento sociale.

La Svizzera professa i valori di una società liberale, che l’emanazione di disposizioni sull’abbigliamento vigenti in tutto il territorio contraddirebbe.