Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/45: Modifica dell'ordinanza del 15 gennaio 1971 sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (OPC-AVS/AI) · 23 pagine

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bliche o private in cui possono essere custoditi bambini prima e durante la scuola dell’obbligo (al di fuori degli orari di lezione). Si distingue tra le strutture che si occupano di bambini in età prescolastica (asili nido, strutture di custodia collettiva diurna), strutture in cui sono custoditi bambini in età scolastica (strutture diurne, scuole e scuole dell’infanzia a orario continuato) e strutture per i bambini di tutte le fasce d’età. Anche le famiglie diurne rientrano tra le forme di custodia del settore istituzionale, a condizione che siano organizzate (p. es. affiliate ad associazioni o a reti di genitori diurni) e destinate a bambini di diverse categorie d’età. L’offerta di custodia istituzionale è a pagamento e, in determinati casi, sovvenzionata.

La custodia da parte di privati (nonni, persone alla pari, babysitter ecc.), che può essere remunerata o meno, non è invece considerata custodia istituzionale. Dato il potenziale di abusi che potrebbero verificarsi in questi casi, le spese per tale custodia non saranno riconosciute.

Cpv. 2

Se entrambi i genitori si occupano del figlio, è irrilevante che essi siano sposati, conviventi, separati o divorziati. In tal caso, la custodia complementare alla famiglia è necessaria se entrambi i genitori esercitano un’attività lucrativa simultaneamente (lett. a). Se lavorano a tempo parziale con orari che si sovrappongono, la custodia è considerata necessaria per questo lasso di tempo. Per comprovare la necessità, andranno dichiarati i gradi d’occupazione e gli orari di lavoro, corredati dei documenti del caso (contratto di lavoro, certificato di salario, piani d’impiego ecc.). Nel caso dei genitori che educano da soli i figli, ovvero in mancanza di un secondo genitore che si occupi del figlio (ad esempio perché vive lontano, è ignoto o è deceduto), la necessità sussiste per il periodo in cui essi svolgono un’attività lucrativa.

La custodia dei figli complementare alla famiglia può essere anche indicata a causa dello stato di salute del genitore che educa da solo il figlio o di entrambi i genitori, per tutelare il bene del figlio (lett. b). Si tratta di casi in cui il problema di salute, pur rendendo opportuna la custodia da parte di terzi, permette in linea di massima che il figlio abiti con i genitori. Il fatto che egli sia custodito da terzi per un determinato periodo di tempo sgrava però sia lui che i genitori. La custodia da parte di terzi può essere resa opportuna anche da un’invalidità. Se la sola invalidità non consente di valutare le capacità di accudimento dei genitori, va richiesto un certificato medico che stabilisca l’entità della custodia da parte di terzi e ne confermi la necessità.

La necessità della custodia può derivare anche da una combinazione di attività lucrativa e problemi di salute dei genitori. La situazione andrà in ogni caso illustrata mediante il contratto di lavoro e il certificato medico (attestante l’invalidità) per i due genitori. Se entrambi i genitori si occupano del figlio, deve verificarsi una sovrapposizione tale da impedire l’accudimento da parte dei genitori nella misura stabilita dal medico.

Art. 17a Calcolo della sostanza netta

Questo articolo disciplina le modalità per calcolare la sostanza netta determinante per il calcolo delle PC. Questa regolamentazione è necessaria, in quanto in futuro i debiti ipotecari potranno essere dedotti soltanto dal valore dell’immobile e non più dalla sostanza complessiva14.

Cpv. 1

Questo capoverso fissa il principio per il calcolo della sostanza netta. Esso corrisponde al diritto vigente, secondo cui dalla sostanza lorda vanno dedotti i debiti comprovati. Sono fatte salve le regole speciali per la deducibilità dei debiti ipotecari (cpv. 2 e 3).

14 Cfr. il messaggio sulla riforma delle PC; FF 2016 6705, in particolare pagg. 6737 e 6774.