Rapporto esplicativo

Consultazione 2020/47: Iniziativa popolare «Per un clima sano (Iniziativa per i ghiacciai)» e il controprogetto diretto (decreto federale sulla politica climatica) · 26 pagine

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dell’obiettivo di un saldo netto delle emissioni pari a zero comprende anche l’ampliamento e la riconversione dell’approvvigionamento energetico, incluse infrastrutture di rete e investimenti in tecnologie a emissioni negative (cfr. n. 4.3). I primi risultati provvisori del modello mostrano che nel periodo 2020-50 ciò comporterà annualmente costi economici diretti dell’ordine dello 0,3 per cento del PIL. Si tratta dei costi derivanti dalla differenza tra i maggiori investimenti necessari e i costi energetici risparmiati. Gli effetti sulla distribuzione dipendono principalmente dalle misure di politica climatica adottate. Una valutazione economica completa è contenuta nel messaggio del 1° dicembre 2017 del Consiglio federale sulla politica climatica dopo il 202037, che sarà probabilmente replicata per la tappa successiva, presumibilmente per il periodo dopo il 2030.

Secondo le stime attuali, non sarà possibile evitare tutte le emissioni entro il 2050. Si prevedono circa 10 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti l’anno derivanti in particolare dalla produzione di cemento, dall’incenerimento dei rifiuti, da alcune applicazioni industriali e dall’agricoltura, le quali dovranno essere compensate. Nella produzione di cemento e nell’incenerimento dei rifiuti, la cattura e lo stoccaggio di CO2 avvengono direttamente in corrispondenza dell’impianto (Carbon Capture and Storage, CCS). Le emissioni prodotte dall’agricoltura dovrebbero essere compensate con tecnologie a emissioni negative. Inoltre, è possibile che nel 2050 si continueranno a impiegare vettori energetici fossili, dal momento che i sostituti non sono disponibili in quantità sufficienti o a costi ragionevoli, o se la loro produzione genera gas serra altrove. Sono ipotizzabili anche problemi nel traffico transfrontaliero, se le tecnologie di trasmissione basate sul fossile rimangono in uso all’estero. A partire dal 2050, anche le emissioni di gas serra quantificabili prodotte dal trasporto aereo dovrebbero essere compensate con emissioni negative, nella misura in cui tali emissioni non possano essere ridotte con carburanti a impatto climatico zero o con sistemi di trasmissione alternativi. In questi casi, il controprogetto del Consiglio federale elimina l’obbligo stringente di compensare le emissioni prodotte da energie fossili mediante pozzi di assorbimento nazionali, lasciando più spazio alle eccezioni. Di conseguenza, si attenuano anche i potenziali svantaggi competitivi per determinati settori, ad esempio l’industria aeronautica.

A fronte dei costi per la riduzione delle emissioni a un saldo netto pari a zero, vi è anche un vantaggio se – grazie anche alla cooperazione internazionale – si riescono a prevenire i costi di un cambiamento climatico incontrollato derivanti da danni, minori ricavi o mancata crescita. Per il 2060, il Politecnico federale di Losanna38 stima una perdita secca fino all’1,4 per cento in caso di cambiamento climatico incontrollato. Si tratta tuttavia di uno scenario ottimistico perché questo studio non tiene conto di eventi insoliti come ondate di caldo eccezionali o periodi di siccità. Studi precedenti39 calcolano che, in caso di riscaldamento superiore ai 2 °C, i costi aumenterebbero notevolmente soprattutto dopo il 2050, fino ad arrivare, verso la fine del secolo, a diversi punti percentuali del PIL della Svizzera. Ulteriori costi, pari

37 UFAM (2017): Synthesebericht. Volkswirtschaftliche Beurteilung der klimapolitischen Massnahmen nach 2020.

38 Politecnico federale di Losanna EPFL (2017): Assessing the impacts of climate change for Switzerland.

39 Ecoplan und Sigmaplan (2007): Auswirkungen der Klimaänderung auf die Schweizer Volkswirtschaft (nationale Einflüsse).