Rapporto esplicativo
Consultazione 2020/47: Iniziativa popolare «Per un clima sano (Iniziativa per i ghiacciai)» e il controprogetto diretto (decreto federale sulla politica climatica) · 26 pagine
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Secondo i promotori, l’Iniziativa per i ghiacciai attua l’Accordo di Parigi in Svizzera nel modo più snello, liberale ed efficace possibile. L’iniziativa fissa un obiettivo e lascia aperta la strada, garantendo il maggior margine di manovra consentito. Il divieto di massima di impiegare energie fossili di cui all’articolo 74a capoverso 3 garantisce sicurezza nella pianificazione. In considerazione delle conseguenze irreversibili del cambiamento climatico, l’intervento nella libera scelta del vettore energetico è giustificabile, tanto più che esistono possibilità alternative.
3 Contesto politico
Dopo l’approvazione, il 16 giugno 2017, dell’Accordo di Parigi da parte dell’Assemblea federale, la Svizzera ha depositato la sua ratifica il 6 ottobre 2017, impegnandosi così a rispettare i tre obiettivi dell’articolo 2 capoverso 1 dell’Accordo. Tali obiettivi comprendono la limitazione del riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 °C, puntando a un massimo di 1,5 °C, l’aumento della capacità di adattamento al cambiamento climatico e l’orientamento clima-compatibile dei flussi finanziari. Secondo l’articolo 4 capoverso 1 dell’Accordo, il raggiungimento del limite di riscaldamento presuppone che le emissioni di gas serra globali vengano compensate entro la seconda metà del secolo mediante corrispondenti prestazioni di assorbimento, tenendo conto del principio di equità e delle migliori conoscenze scientifiche disponibili.
Alla Conferenza sul clima tenutasi a Parigi a fine 2015, la comunità internazionale ha incaricato l’IPCC di studiare l’importanza di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C rispetto all’era preindustriale. Il rapporto speciale pubblicato nell’ottobre 2018 chiarisce che il bilancio netto delle emissioni pari a zero deve essere raggiunto molto prima del termine fissato; per le emissioni di CO2 a livello mondiale significa verso il 2050, a condizione di ridurre contemporaneamente e rapidamente le emissioni degli altri gas serra, come il metano o il protossido di azoto. Successivamente, nella maggior parte dei casi esaminati, il percorso globale delle emissioni di CO2 dovrà tendere verso un saldo netto pari a zero entro la fine del secolo; in altri termini, le sottrazioni permanenti di CO2 dall’atmosfera (le cosiddette emissioni negative, cfr. anche n. 4.3) dovranno quindi essere superiori alle emissioni di CO2. Sulla base di queste constatazioni, il 28 gennaio 2019 il Consiglio federale ha adeguato i propri obiettivi di emissione, decretando per la Svizzera una riduzione delle emissioni di gas serra a un saldo netto pari a zero entro il 2050.
La Svizzera attua il proprio impegno internazionale in primo luogo con la legge sul CO2. All’articolo 4 capoverso 2, la legge fa riferimento a provvedimenti stabiliti in altre basi legali che contribuiscono a ridurre le emissioni di gas serra, segnatamente nei settori dell’ambiente, dell’energia, dell’agricoltura, dell’economia forestale, del traffico stradale e dell’imposizione degli oli minerali.