Rapporto esplicativo
Consultazione 2020/5: Legge federale sulla riduzione dei rischi associati all'uso di pesticidi · 29 pagine
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saria dal profilo politico. Non è stato effettivamente possibile raggiungere gli «obiettivi ambientali per l’agricoltura» che l’Ufficio federale dell’ambiente e l’Ufficio federale dell’agricoltura avevano stabilito in base al diritto vigente e pubblicato assieme nel 2008, sebbene anche oggi siano già applicabili i requisiti ambientali e il sostegno finanziario alle aziende agricole sia vincolato a una PER.
L’attenzione alle tematiche ambientali da parte dell’opinione pubblica è molto elevata e la sensibilità della popolazione svizzera nei confronti dell’inquinamento ambientale dovuto all’impiego di pesticidi è aumentata. Ampie cerchie della popolazione hanno un atteggiamento critico per quanto riguarda l’impiego di pesticidi e il loro impatto potenziale sull’ambiente e sulla salute umana nonché nei confronti dei residui nelle derrate alimentari. Con il suo progetto la Commissione vorrebbe segnalare con chiarezza che la politica intende indicare percorsi vincolanti che conducano alla soluzione dei problemi.
Il contenuto del progetto preliminare della Commissione si basa sul Piano d’azione sui prodotti fitosanitari del Consiglio federale e sulla relativa tabella di marcia per ridurre il rischio associato all’uso di pesticidi. Conformemente a com’è stato concepito, il Piano non contempla obiettivi di riduzione vincolanti, motivo per cui la Commissione vuole sancire a livello di legge un programma di riduzione con obiettivi quantificati per i rischi associati all’uso di pesticidi e aumentare così sensibilmente l’obbligatorietà nella fase di attuazione delle prescrizioni. La maggioranza riprende esattamente il Piano d’azione e chiede una riduzione dei rischi del 50 per centro entro il 2027, mentre una minoranza vorrebbe definire un obiettivo di riduzione che vada oltre il Piano d’azione. Il programma di riduzione progressiva non varrebbe soltanto per l’agricoltura, bensì per tutti i settori di applicazione, quindi anche per l’uso di pesticidi da parte degli enti pubblici e dei privati.
Per stabilire se l’obiettivo è stato raggiunto, la Commissione chiede di monitorare l’impiego di pesticidi e di sviluppare uno o più indicatori di rischio. Questi ultimi devono poter essere applicati per quanto possibile a tutti i settori di rischio: utilizzatori, consumatori, organismi non bersaglio terrestri e acquatici, acque sotterranee, acqua potabile, suolo e aria. Secondo la maggioranza della Commissione il Consiglio federale deve definire il metodo di calcolo per stabilire se gli obiettivi di riduzione sono raggiunti, mentre una minoranza ribadisce che l’Esecutivo deve stabilire un indicatore che tenga conto della tossicità e dell’impiego dei diversi PF. La Commissione chiede inoltre che la Confederazione gestisca un sistema d’informazione centrale sull’uso di PF e PB in cui siano registrate tutte le applicazioni di questi prodotti a titolo professionale o commerciale.
Dato che le stesse sostanze attive possono essere utilizzate in settori diversi, è praticamente impossibile determinare l’origine dei pesticidi e dei prodotti della loro degradazione. La Commissione ritiene perciò importante che siano le categorie a definire le misure, a pianificarle, quantificarle e pubblicarle. La Confederazione le sostiene soltanto in via sussidiaria, ad esempio mediante incentivi ai produttori sotto forma di pagamenti diretti.
Se gli obiettivi finali e intermedi non saranno raggiunti, la Commissione ritiene che spetti al Consiglio federale attuare misure supplementari intese a garantire che lo siano. È ipotizzabile in particolare la possibilità di revocare l’approvazione per le sostanze attive che presentano rischi molto elevati, ma anche l’introduzione di tasse