Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/14: Modifica dellְ’Ordinanza sui prodotti chimici (OPChim) · 32 pagine

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Dove Chi Cosa

presupposto che nelle regioni bilingui è obbligatorio indicare sull’imballaggio entrambe le lingue ufficiali.

Per le imprese ciò rappresenta chiaramente un onere amministrativo supplementare. Poiché tali regioni sono molto piccole e non rappresentano un mercato indipendente, per le PMI l’attuazione di questo requisito equivarrebbe unicamente a un onere amministrativo supplementare.

Scienceindustries, Richiedono un’etichettatura in una lingua ufficiale della Confederazione se con essa gli utilizzatori privati e BASF AGRO, BASF professionali in Svizzera sono informati sul prodotto in modo sufficiente e inequivocabile. Ciò corrisponde-Schweiz, Chemetall, rebbe alle disposizioni del diritto vigente in materia di derrate alimentari per quanto concerne le lingue Dottikon, SKW, dell’etichettatura (ODerr art. 36 cpv. 2 lett. c «almeno una lingua ufficiale» / «eccezionalmente possono es-USVP sere redatte in un’altra lingua»). Sarebbe richiesta una lingua ufficiale, senza riferimenti a quella predomi-

nante nel luogo di fornitura, e sarebbe concessa la deroga: «eccezionalmente possono essere redatte in un’altra lingua solo se in tal modo i consumatori in Svizzera sono informati sulla derrata alimentare in modo sufficiente e inequivocabile». La richiesta è inoltre motivata tra l’altro con una leggibilità decrescente

dell’etichettatura in rapporto all’aumento del numero di lingue e con spese supplementari per etichette speciali di piccoli imballaggi e eventualmente degli articoli gestiti a magazzino.

SKW Suggerisce quale proposta subordinata un’etichettatura come finora in due lingue ufficiali sugli imballaggi

più piccoli (fino a ca. 0,5 kg / 500 ml), che dovrebbe valere anche per l’ordinanza sui biocidi e per l’OR-RPChim.

IG DHS Chiede la cancellazione della modifica e il mantenimento della disposizione in vigore.

I membri di IG Detailhandel etichettano già ora molti dei loro prodotti in tutte le tre lingue ufficiali. Nei casi in cui ciò non è possibile per motivi di spazio, si limitano al requisito minimo vigente richiesto per legge, ovvero due lingue ufficiali. La disposizione riveduta porterebbe a un maggiore dispendio di tempo e a maggiori oneri finanziari.

Art. 93c cpv. 1 SKW Chiede che le sostanze e i preparati etichettati secondo il diritto anteriore possano essere immessi sul mer-

cato ancora fino al 31 dicembre 2026 e che dopo possano essere venduti fino a esaurimento delle scorte. Il termine transitorio per l’immissione sul mercato fino al 2025 sarebbe insufficiente. Nel progetto non viene menzionato un termine di vendita per la merce immessa sul mercato. Perciò SKW partirebbe dal presupposto che i prodotti etichettati in due lingue possano essere venduti senza limitazioni temporali. La vendita dei prodotti in commercio dovrebbe essere possibile fino a esaurimento scorte, perché altrimenti i prodotti dovrebbero essere distrutti a causa di una lingua ufficiale mancante.

FRC Nell’interesse della protezione dei consumatori, chiede che il termine transitorio sia abbreviato in modo da

coincidere con l’entrata in vigore pianificata della revisione dell’OPChim – al secondo trimestre del 2022 –