Rapporto esplicativo
Consultazione 2021/67: Modifica dell’ordinanza sulla liquidità (disposizioni particolari per banche di rilevanza sistemica – «too big to fail») · 29 pagine
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Modifica dell’ordinanza sulla liquidità
(disposizioni particolari per banche di rilevanza sistemica – «too big to fail»)
porale («time stamp») registrata nel rispettivo sistema di pagamento. Il saldo di pagamento determinante corrisponde alla differenza maggiore tra i pagamenti ricevuti e i pagamenti effettuati che poteva verificarsi in qualsiasi momento di una giornata.
La lettera b indica come componente la maggior somma dei pagamenti ricevuti in un
giorno negli ultimi 30 giorni di calendario, per il quale alla luce di una diversa condotta in materia di pagamenti delle controparti nei confronti della banca in crisi si presume un ritardo di 20 minuti dei pagamenti in entrata. Ipotizzando una giornata lavorativa di otto ore, si ottiene un fabbisogno di liquidità pari al 4 per cento del volume (20 minuti corrispondono a 1/24 di 8 ore, cioè il 4 %). Gli importi risultanti dai calcoli in CHF e nelle altre valute vengono sommati per determinare il fabbisogno necessario di liquidità.
La maggior somma dei pagamenti (lett. c) eseguiti dalla SIB in questione in un determi-
nato momento del giorno in questione, considerati giornalmente nell’arco di 30 giorni, o che presentano un termine predefinito di esecuzione del pagamento («pagamenti con vincoli temporali»), porta a un fabbisogno di liquidità supplementare, di cui si tiene conto con un’ulteriore discrepanza di 20 minuti tra pagamenti in entrata e in uscita (fattore di ponderazione analogo alla componente precedente: 4 %). Gli importi risultanti dai calcoli in CHF e nelle altre valute vengono sommati per determinare il fabbisogno necessario di liquidità.
La lettera d riguarda la totalità dei crediti concessi per il giorno di riferimento, utilizzabili
solo per un giorno (limiti di credito infragiornalieri) come somma delle linee di credito garantite e non garantite, nonché revocabili con riserva e irrevocabili. Tali crediti sono utilizzati con una probabilità presunta del 10 per cento in caso di crisi. Per questo motivo tale componente confluisce nella somma con un fattore di ponderazione del 10 per cento.
Le forti oscillazioni nel tempo cui è esposto il fabbisogno di liquidità destinato a coprire i rischi infragiornalieri rendono opportuno determinare tale fabbisogno come media dei valori derivati dalle quattro componenti descritte e calcolati di tre mesi (cpv. 3).
Art. 23 Fabbisogno di liquidità dovuto a rischi derivanti dal prolungamento della durata di crediti
È pratica comune nelle operazioni di credito che una banca rinnovi i crediti in scadenza per preservare il proprio modello operativo. Tuttavia, soprattutto in caso di crisi una banca dipende dalla liquidità che affluisce alla scadenza di un credito. Ciò nonostante, è proprio in un periodo di crisi che un istituto bancario ha tutto l’interesse a rinnovare i crediti in scadenza, così da inviare un segnale e attenuare il rischio che sul mercato sorgano dubbi circa la sua solidità. Nota in inglese come «signalling», questa pratica è di particolare importanza per una SIB, poiché una volta conclusa la liquidazione le sue attività devono poter proseguire. Le norme sul requisito LCR non coprono adeguatamente questi rischi d’immagine. La maggiore percentuale di rinnovo durante i primi 30 giorni di calendario dell’orizzonte temporale di 90 giorni si esprime, in termini di liquidità, in un tasso di afflusso inferiore rispetto al requisito LCR (25 % anziché 50 %).
Art. 24 Fabbisogno di liquidità dovuto a rischi di soglia e a uno scenario di stress per un orizzonte temporale di 90 giorni
Capoverso 1
L’articolo 12 OLiq prevede per tutte le banche l’obbligo di disporre di liquidità sufficiente nell’ambito del requisito LCR per coprire i deflussi in uno scenario per un orizzonte temporale di 30 giorni. In relazione al requisito LCR, il limite di 30 giorni per l’orizzonte temporale dello scenario di stress induce le SIB a ottimizzare le scadenze dei pagamenti in modo da farle maturare il più possibile dopo il 30° giorno di calendario; si viene così a formare un cumulo di deflussi intorno al 31° giorno («rischio di soglia» o «cliff risk»). Per rinviare tali rischi nel tempo e poter gestire la liquidità in modo appropriato anche durante una fase di liquidazione, la norma