Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/86: Modifica della legge sul servizio civile · 26 pagine

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Compendio

La modifica della legge sul servizio civile (LSC; RS 824.0) permette di garantire l’applicazione della prescrizione costituzionale secondo la quale non vi è libertà di scelta tra servizio militare e servizio civile sostitutivo (servizio civile). Sei misure mirano a rafforzare la tutela e l’attuazione dello scopo originario del servizio civile sostitutivo come soluzione eccezionale basata sulla Costituzione per persone che si trovano in una situazione particolare. Di conseguenza, rimane intatto nella sostanza il principio secondo il quale coloro che non possono prestare servizio militare per motivi di coscienza possono accedere al servizio civile. La modifica di legge è volta a contrastare le domande d’ammissione al servizio civile per motivi estranei al suo scopo. La soluzione della prova dell’atto senza valutazione del conflitto di coscienza, in vigore dal 2009, non è messa in questione, ma deve rispondere meglio alla funzione che le è attribuita. Per questo motivo, chi ha già svolto una parte considerevole del servizio militare deve soddisfare requisiti più elevati per quanto riguarda la prova dell’atto. Si rimedia così al fatto che la prescrizione di un servizio civile sostitutivo di durata superiore (art. 1 LSC) è progressivamente relativizzata in base ai giorni di servizio d’istruzione già prestati nell’esercito. La soluzione proposta introduce il principio secondo il quale, a partire da un determinato momento, ossia dopo aver adempiuto la scuola reclute (SR), tutti i richiedenti devono prestare lo stesso numero minimo di giorni di servizio civile; la proporzionalità della durata complessiva del servizio militare e del servizio civile viene mantenuta. Altre realtà problematiche del servizio civile sono contrastate con misure adeguate. Il numero di ammissioni al servizio civile sostitutivo dovrebbe così diminuire, in particolare per quanto riguarda i militari che hanno adempiuto la SR, i quadri e gli specialisti dell’esercito. La modifica della LSC contribuisce dunque ad assicurare un apporto duraturo di effettivi all’esercito dal punto di vista quantitativo e qualitativo e a garantire che possano essere fornite le prestazioni richieste a livello di politica di sicurezza.

Situazione iniziale

Il messaggio del Consiglio federale del 20 febbraio 20191 concernente la modifica della legge sul servizio civile, che perseguiva lo stesso obiettivo del presente progetto prevedendo otto misure, è stato adottato dal Consiglio degli Stati e respinto dal Consiglio nazionale nella votazione finale del 19 giugno 2020. Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno adottato, rispettivamente il 29 settembre 2022 e il 6 marzo 2023, la mozione 22.3055 Aumentare gli effettivi dell’esercito con misure che interessano il servizio civile depositata dal Gruppo UDC, che riprende senza modificarle sei delle otto misure formulate nel 2019. Le due Camere hanno così seguito il Consiglio federale che, il 27 aprile 2022, proponeva di accogliere la mozione.

Le ammissioni al servizio civile sostitutivo restano elevate in termini di cifre assolute (2022: 6635), così come il numero di militari che presentano domanda d’ammissione al servizio civile sostitutivo dopo aver già assolto una parte considerevole dei loro obblighi militari. Rimane alto anche il numero di quadri e di specialisti che lasciano l’esercito per accedere al servizio civile sostitutivo. Queste realtà, che il Consiglio federale aveva già in precedenza considerato problematiche, continuano a sussistere.

1 FF 2019 2133