Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/94: Modifica delle ordinanze nell’ambito del diritto alimentare e dell’importazione, del transito e dell’esportazione di animali e prodotti animali · 23 pagine

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Swiss Retail Federation e Veledes chiedono che gli elenchi dei Paesi siano già completi quando l’ordinanza entrerà in vigore. Coop, Denner, FIAL, IG BIO, IGDHS, MGB, Nestlé Suisse e Promarca non sono inoltre d’accordo con il fatto che, tramite l’approccio scelto, sarebbero discriminati interi Paesi e gli stessi prodotti biologici sarebbero soggetti a dichiarazione.

Articolo 1

AEG, AgriGenève, BEBV, BVAR, FRC, GalloSuisse, IGöM, SBLV, USC, SGBV, Swiss Beef CH, VMS, VSKP e ZBV chiedono di integrare la castrazione senza anestesia di vitelli e agnelli e il mozzamento della coda negli ovini. Swiss Beef CH chiede di inserire nell’elenco anche la decornazione senza anestesia. ACSI e FRC chiedono di integrare la castrazione dei bovini senza anestesia.

Articoli 1–6

AGSTG, ANIMAE, Animal Rights Switzerland, Association Co&xister, ASGS, Braut und Festmode Chez Janine AG, Café Mutin Sàrl, COA/KOA, Collectif citoyen Les 1800 sans Nom, DAS TIER + WIR, gf.medien, Igelzentrum, Mode Maier, NetAP, petfinder.ch, ProTier, Schuhhaus Walder AG, Sentience Politics, STS, Tierschutzverein Frauenfeld und Umgebung, TIR, PSPA, TSV Steckborn, VAHT, VGS, vier Pfoten e ZTS chiedono di aggiungere a ogni articolo che i Paesi devono disporre di un apposito programma di controllo.

Bell Schweiz AG, Coop, Denner, FIAL, IG BIO, IG Detailhandel Schweiz, MGB, Nestlé Suisse e Promarca privilegiano gli elenchi positivi e chiedono pertanto di impiegare il verbo «autorizzare» anziché «vietare».

Articolo 5

AEG, ACSI e FRC accolgono con favore la maggiore disponibilità di informazioni relative all’impiego di prodotti fitosanitari e dei loro effetti sull’ambiente e sulla salute. Criticano però il fatto che queste informazioni debbano essere riportate su tutti i prodotti provenienti dal Paese interessato, indipendentemente dal metodo di produzione. Propongono quindi che i prodotti biologici siano esenti dall’obbligo di caratterizzazione.

Nelle loro osservazioni, BVAR e WWF rimandano ai commenti formulati in merito all’articolo 36 ODerr. Chiedono quindi che, anche in questo caso, il riferimento alla Convenzione di Rotterdam venga eliminato e sostituito dal divieto di impiego ai sensi dell’allegato 2.5 numero 4 dell’ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici oppure degli allegati 1 o 2 dell’ordinanza relativa alla Convenzione di Rotterdam sulla procedura di assenso preliminare in conoscenza di causa per taluni prodotti chimici nel commercio internazionale.

Bell Schweiz AG, Coop, Denner, CFC, FIAL, IG BIO, IG DHS, MGB, Nestlé, Promarca, SWISS RETAIL FEDERATION, Swisscofel e Veledes ritengono che per le derrate alimentari di origine vegetale vadano elaborati degli elenchi negativi sui quali devono essere riportati i Paesi che autorizzano l’impiego dei prodotti fitosanitari.

Articolo 6

AGSTG, ANIMAE, Association Co&xister, ASGS, Braut und Festmode Chez Janine AG, Café Mutin Sàrl, COA/KOA, Collectif citoyen Les 1800 sans Nom, DAS TIER + WIR, gf.medien, Igelzentrum, Mode Maier, NetAP, petfinder.ch, ProTier, Schuhhaus Walder AG, Schweizer Tierschutz, Sentience Politics, TIR, PSPA, Tierschutzverein Frauenfeld und Umgebung, TSV Steckborn, VAHT, VGS, VIER PFOTEN e ZTS sono sostanzialmente favorevoli alla disposizione, ma chiedono che i Paesi riportati sugli elenchi dispongano di programmi di controllo che verifichino il rispetto dei divieti e che tale verifica venga effettuata ogni due anni.

5. Modifica dell’ordinanza del DFI sulle bevande