Rapporto esplicativo
Consultazione 2024/59: Modifica della legge sugli impianti elettrici (accelerazione della trasformazione e dell’ampliamento delle reti elettriche) · 23 pagine
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Le linee interrate, tuttavia, possiedono proprietà elettrotecniche diverse dalle linee aeree; in particolare generano più potenza reattiva rispetto a queste ultime. La potenza reattiva occupa, limitandola, la capacità della linea, e dev’essere compensata con un apporto di energia, il che in ultima analisi riduce sia la capacità di rete utilizzabile che l’efficienza nel trasporto di elettricità. I punti di transizione da una linea aerea a una cablata e viceversa, inoltre, presentano disequilibri fisici che rendono la rete di trasporto più suscettibile ai guasti. A ciò si aggiunge il fatto che i cablaggi, a mano a mano che la loro estensione aumenta, amplificano eventuali risonanze indesiderate, le quali possono dare origine a correnti armoniche elevate e comportare il rischio di sovraccarico. Le linee cablate, inoltre, sono notevolmente più critiche dal punto di vista della cosiddetta capacità di partenza senza alimentazione di rete, ossia della capacità di far ripartire autonomamente parti della rete elettrica precedentemente spente. Più le linee cablate sono lunghe, più aumentano i relativi rischi. Inoltre, i costi aggiuntivi generalmente elevati e l’impatto sul suolo depongono a sfavore di una linea cablata nella linea di trasporto. Da questo punto di vista, vi è una netta differenza rispetto alla situazione sulla rete di distribuzione in cui, per via della tensione nominale inferiore, gli svantaggi tecnico-fisici legati al cablaggio sono decisamente meno marcati rispetto a quelli presenti sulla rete di trasporto. Per tale motivo, ma anche per via dei costi aggiuntivi di gran lunga inferiori, i cablaggi sono ampiamente utilizzabili nella rete di distribuzione, soprattutto ai livelli di tensione più bassi.
Considerati i fattori tecnico-fisici illustrati, l’uso della tecnologia di cablaggio sulla rete di trasporto dev’essere contenuto. Per quanto riguarda la rete di distribuzione, invece, per stabilire la tecnologia da utilizzare va sempre applicata la regola basata sul fattore dei costi aggiuntivi (cfr. art. 15c LIE). Con la definizione del principio di cui al capoverso 1, si tiene conto della suddetta realtà e si assicura che sulla rete di trasporto le linee cablate possano essere considerate soltanto in casi specifici. In questo modo la legge definisce a livello superiore i criteri con cui le autorità decisionali possono individuare la soluzione corretta in funzione della dimensione strategica della questione. Al capoverso 1bissono citati in maniera esplicita ed esaustiva i casi in cui le linee con una tensione nominale pari o superiore a 220 kV o alcuni loro tratti possono essere posati anche come cavi interrati. Queste indicazioni chiare sgravano le procedure di autorizzazione e ricorso dalle relative valutazioni, nonché dall’obbligo di ponderare ex novo in ogni singolo caso le circostanze generali sopra descritte. Ciò comporta una netta velocizzazione delle procedure, dato che la decisione relativa alla tecnologia viene limitata soltanto alle casistiche di cui al capoverso 1bis. Il primo passo consiste nel verificare se una delle cinque condizioni di cui al capoverso 1bisè soddisfatta. Se così non è, la linea deve essere realizzata come linea aerea. Altrimenti, in un passo successivo, la tecnologia di trasporto da adottare viene individuata nell’ambito di una ponderazione completa e articolata degli interessi. La scelta della tecnologia di trasporto da impiegare è fatta ponderando l’impatto sul territorio e sull’ambiente, gli aspetti tecnici e l’economicità (art. 15i cpv. 4 LIE).
La posa interrata (cablaggio) di una linea va presa in esame qualora rappresenti la soluzione più conveniente sotto il profilo economico (capoverso 1bisfrase introduttiva), ossia nei casi in cui la posa di una linea aerea implichi presumibilmente un costo del ciclo di vita (Life Cycle Cost [LCC]) maggiore.