Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/60: Strategia multicanale per l’informazione, l’allerta e l’allarme alla popolazione · 28 pagine
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La nuova regolamentazione consente ai Cantoni di sviluppare ulteriormente la rete di sirene in base alle proprie esigenze. La riduzione delle prescrizioni permette a un numero maggiore di fornitori di offrire le loro sirene sul mercato svizzero, ciò che dovrebbe comportare una più ampia scelta e prezzi più vantaggiosi.
Si richiede una modifica della LPPC per l’adeguamento delle competenze e un credito d’impegno per il rinnovo del sistema di telecomando delle sirene.
1.2.4 Messa fuori esercizio e smantellamento della radio d’emergenza
In conformità alla strategia del DDPS, il 27 novembre 2024 il Consiglio federale ha deciso che gli doveva essere sottoposto un progetto di consultazione per la rinuncia alla radio d’emergenza. L’esercizio della radio d’emergenza, basata su FM, deve essere interrotto e il sistema smantellato. Si tratta di un sistema che permette di propagare un segnale radio molto potente da diversi trasmettitori protetti distribuiti in tutta la Svizzera, affinché sia garantita la ricezione anche nei rifugi (messaggio LPPC 2018, pag. 544). Serve come mezzo per comunicare informazioni alla popolazione in caso di interruzione totale dell’infrastruttura di trasmissione.
Se la radio d’emergenza viene utilizzata al massimo della potenza, non è più possibile ricevere altri programmi radiofonici. È l’unico sistema che si presta a informare l’intera popolazione quando è costretta a rimanere nei rifugi ininterrottamente per un lungo periodo di tempo. Oggi però un simile scenario è concepibile solo in relazione a un attacco militare diretto alla Svizzera e, come ha dimostrato la guerra in Ucraina, anche in tale contesto la popolazione rimarrebbe nei rifugi solo per il tempo indispensabile. In altri contesti, come ad esempio in caso di incidente in una centrale nucleare, le si chiede di rimanere nella stanza meglio protetta della propria casa, in cantina o nel rifugio presente nella propria abitazione. Tuttavia, le persone che si recano in questi ultimi (i rifugi pubblici non vengono messi in funzione) devono lasciarne la porta aperta e possono uscire per andare ad esempio in bagno o in cucina. Per loro è quindi ancora garantita la regolare ricezione di telefoni cellulari o radio.
I presupposti per ricevere la radio d’emergenza in un rifugio chiuso sono che la popolazione disponga di ricevitori (FM) appropriati e che i trasmettitori ad alta potenza non siano stati messi fuori uso con armi di precisione, ma è improbabile che queste due condizioni siano soddisfatte. È più verosimile che vengano utilizzati rifugi in loco per brevi periodi di tempo e sono quindi necessari sistemi di allarme rapidi. Quando viene lanciato l’allarme, viene già comunicato quando la popolazione potrà presumibilmente lasciare nuovamente il rifugio. In Ucraina, per queste situazioni attualmente le sirene vengono combinate con successo con canali basati sulla telefonia mobile. Poiché attualmente solo un quarto degli ascolti radiofonici avviene ancora tramite FM e il consumo radiofonico in generale è in costante diminuzione, soprattutto tra i segmenti più giovani della popolazione, la conoscenza della ricezione FM è sempre meno diffusa tra la popolazione, ciò che riduce costantemente il valore aggiunto dell’attuale radio di emergenza in FM. A questo si aggiunge che la radio d’emergenza non è molto reattiva e occorrono ca. 24 ore per metterla in esercizio.