Rapporto sui risultati
Consultazione 2004/39: Ordinanze sul trasferimento internazionale dei beni culturali (OTBC) · 27 pagine
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2 Valutazione generale
Numerose prese di posizione approvano che il progetto dell’ordinanza sul trasferimento internazionale dei beni culturali sia stato realizzato entro un solo anno dall’approvazione della legge sul trasferimento dei beni culturali. La grande maggioranza delle prese di posizioni giudica il progetto nel suo complesso adeguato, preciso, chiaro ed equilibrato.
Tutte le 25 prese di posizione dei Cantoni sono positive. In particolare molti Cantoni ma anche l’Associazione dei Comuni Svizzeri e l’Unione delle città svizzere (CHGV e UCS) si sono espressi positivamente riguardo alla possibilità di creare propri elenchi di beni culturali. Alcuni Cantoni, l’UCS, la CHGV e la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione auspicherebbero l’esistenza di criteri di iscrizione per la gestione degli elenchi cantonali.
24 Cantoni, il PSS e il PPD nonché la larga maggioranza delle organizzazioni culturali e scientifiche approvano la definizione di bene culturale d’importanza significativa per il patrimonio culturale. La maggior parte delle organizzazioni del commercio d’arte, quattro organizzazioni culturali e scientifiche, economiesuisse e l’Unione svizzera delle arti e mestieri rifiutano invece la definizione. Esse criticano segnatamente che la definizione nel progetto non corrisponderebbe alla volontà del legislatore e si fonderebbe su criteri errati e schematico-formali.
Le disposizioni sugli aiuti finanziari a favore del mantenimento del patrimonio culturale sono accolte favorevolmente dalla larga maggioranza delle prese di posizione. Il PSS e i Verdi reputano troppo esigui gli importi massimi degli aiuti finanziari. Alcune prese di posizione chiedono invece che gli aiuti finanziari volti a facilitare il rimpatrio del patrimonio culturale vengano ridotti e che tutti gli aiuti finanziari vengano sottoposti a condizioni.
Gli obblighi di diligenza proposti per il commercio d’arte e le aste pubbliche vengono sostenuti ampiamente da molti Cantoni, dal PSS, dal PPD, dai Verdi e dalle organizzazioni culturali e scientifiche, mentre per l’UDC, le organizzazioni economiche e le organizzazioni del commercio d’arte dovrebbero essere limitati. Questi ultimi li considerano eccessivi e difficili da applicare. Essi auspicano una soluzione adeguata alla pratica, che non penalizzi la piazza svizzera del commercio d’arte nel confronto internazionale per la sua ubicazione.
Diversi Cantoni e le organizzazioni intercantonali e intercomunali fanno notare che i Cantoni devono verificare quali obblighi di diligenza vogliono imporre in futuro ai musei e alle collezioni che si trovano sul loro territorio e in che misura.