Rapporto sui risultati

Consultazione 2004/89: Legge sulla promozione della cultura e la revisione della legge su Pro Helvetia · 39 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione relativa alla legge sulla promozione della cultura e alla legge su Pro Helvetia

VD / PLS, PPD, UDC / economiesuisse, USAM / CFA / CP, KMF

Il PPD e la CFA propongono di riunire tutte le attività di promozione culturale in un’unica unità amministrativa e di integrare Pro Helvetia in quest’ultima. Non appare ragionevole e conveniente che la promozione culturale sia affidata parallelamente a più istituzioni federali. L’accentramento permetterebbe uno snellimento amministrativo e un impiego più efficiente dei mezzi. La questione della ripartizione dei compiti e delle competenze dei vari organi federali diverrebbe così superflua.

Anche economiesuisse, l’USAM e il CP si chiedono se sia opportuno mantenere la separazione strutturale tra UFC e Pro Helvetia. economiesuisse esige che il Consiglio federale illustri più chiaramente nel suo messaggio la ripartizione dei compiti tra l’UFC e Pro Helvetia ed il valore aggiunto della Fondazione. In caso contrario si impone una fusione delle due organizzazioni in forma di un centro di competenza.

Per poter dare il suo accordo ad una legge sulla promozione della cultura, l’UDC esige che tutte le attività di promozione della Confederazione siano riunite in un unico servizio amministrativo.

4.4 Sicurezza sociale

Riassunto

Diversi studi hanno mostrato che la previdenza professionale di molti operatori culturali è insufficiente e che nella vecchiaia essi hanno spesso bisogno di prestazioni assistenziali. La versione preliminare del gruppo guida del dicembre 2003 prevedeva una serie di disposizioni volte a migliorare la loro sicurezza sociale. Nel presente avamprogetto queste disposizioni sono state stralciate, poiché manca una base costituzionale che permetta di disciplinare questo aspetto nel quadro della LPCu. Il Consiglio federale ha istituito vari gruppi di lavoro composti da rappresentanti dell’UFC, dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) e del Segretariato di Stato dell’economia al fine di individuare possibili miglioramenti delle attuali disposizioni del diritto delle assicurazioni sociali. La soluzione della questione della sicurezza sociale è una delle principali richieste degli operatori culturali ed è appoggiata dalla maggior parte dei Cantoni, dal PSS e dai Verdi.

Situazione

Molti artisti operano in qualità di indipendenti o di dipendenti cambiando spesso il datore di lavoro o lavorando contemporaneamente per diversi datori di lavoro. In molti casi la loro attività resta esclusa dal sistema delle assicurazioni sociali svizzere. Nel settore della previdenza professionale, coloro che cambiano spesso il datore di lavoro o lavorano contemporaneamente per diversi datori di lavoro adempiono raramente le condizioni per l’assoggettamento alla LPP obbligatoria (vale a dire una durata minima di tre mesi del rapporto di lavoro e un reddito annuo minimo di 19 350 franchi). Per molti di loro il termine quadro di 24 mesi prescritto dall’assicurazione contro la disoccupazione è un ostacolo quasi insuperabile, mentre gli artisti indipendenti sono comunque esclusi da questa assicurazione.

Secondo i sostenitori di un miglioramento della sicurezza sociale degli operatori culturali, la promozione culturale non può limitarsi a distribuire aiuti finanziari (sostegno diretto a persone e progetti), ma deve anche farsi carico degli interessi degli operatori del settore e impegnarsi nella creazione di condizioni quadro favorevoli, come afferma giustamente il rapporto esplicativo (p. 3). Questo implica che lo Stato deve preoccuparsi di garantire agli artisti un minimo di protezione. In quest’ambito la Confederazione è chiamata ad assumere una funzione ordinatrice centrale d’interesse nazionale.