Rapporto sui risultati

Consultazione 2004/89: Legge sulla promozione della cultura e la revisione della legge su Pro Helvetia · 39 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione relativa alla legge sulla promozione della cultura e alla legge su Pro Helvetia

Il Cantone di Zurigo, VESBO e OHZ citano diversi esempi che dimostrano come anche in una struttura federale sia senz’altro possibile fare una distinzione tra istituzioni d’importanza locale, regionale e nazionale (p. es. l’accordo sulla collaborazione intercantonale nel settore delle istituzioni culturali sovraregionali concluso dai Cantoni di ZH, LU, ZG e SZ, cfr. l’art. 2). A livello internazionale, l’UNESCO è la dimostrazione che, pur tenendo conto della diversità culturale, è possibile definire un patrimonio culturale mondiale comune a tutti gli Stati. L’argomentazione secondo cui non sarebbe possibile affidare alla Confederazione o alla politica il compito di stabilire quali siano i “fari” non è pertanto convincente. Quale criterio per valutare l’“importanza nazionale“ e il “rilievo internazionale“ potrebbero ad esempio essere utilizzati il numero e la provenienza dei visitatori, l’eco nei media nazionali e internazionali, la funzione di un’istituzione quale ponte tra le culture o la sua importanza per l’educazione artistica e la diffusione della cultura.

Il direttore di Pro Helvetia propone di dotare quest’ultima dei fondi necessari per finanziare le attività dei “fari” all’estero. Gli aiuti non sarebbero però d’importo fisso, bensì direttamente proporzionali all’attrattiva e al rilievo internazionale delle istituzioni, che può essere quantificato in funzione degli inviti provenienti dall’estero. Si tratterebbe dunque di un sostegno trasparente e commisurato alle prestazioni che stimolerebbe la concorrenza.

Al posto di un sostegno costante di istituzioni d’importanza nazionale, TASG e UTR propongono il progetto Ambassadeur artistique de la Suisse, che consiste nell’affidare a tempo determinato ad un numero limitato di istituzioni un mandato vincolato ad un mansionario e ad un budget globale.

Rifiuto della proposta e soluzioni alternative

I Cantoni di Glarona e Uri sono dispiaciuti che considerazioni di natura finanziaria abbiano portato allo stralcio della disposizione. Tale rinuncia è però giustificata se si considerano le difficoltà pratiche e gli inutili conflitti politici che potrebbero derivare dalla designazione delle istituzioni culturali e dei centri di competenza effettivamente eccellenti a livello nazionale. Uri raccomanda di cercare alternative al cofinanziamento da parte della Confederazione di istituzioni culturali e centri di competenza nazionali rinomati.

L’associazione SUAS è dell’opinione che nell’ambito della promozione culturale la Confederazione non debba dedicarsi in primo luogo al mantenimento di strutture, bensì impiegare i suoi mezzi finanziari limitati soprattutto per promuovere l’innovazione e nell’interesse degli operatori culturali, delle nuove leve e dei fruitori di offerte culturali.