Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/38: Ratifica della Convenzione dell'UNESCO sulla diversità culturale · 26 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 10Fedlex · Rapporto esplicativo

Ratifica della Convenzione dell’UNESCO del 2005: Rapporto esplicativo

Riunione intergovernativa di esperti

Durante la prima sessione della Riunione intergovernativa di esperti (20-25 settembre 2004), gli Stati si sono limitati ad uno scambio di vedute piuttosto generale, dal momento che lo scopo dell’incontro non era quello di negoziare nel dettaglio il testo dell’avamprogetto, bensì di meglio comprendere il modo in cui i vari membri concepivano la Convenzione. Il buono svolgimento dell’incontro non è bastato a mascherare le profonde divergenze esistenti tra gli Stati favorevoli ad una liberalizzazione degli scambi di beni e servizi culturali (in particolare gli Stati Uniti) e gli Stati che cercano di mantenere un certo controllo in quest’ambito (in particolare l’UE e il Canada).

I punti controversi, quali i diritti e gli obblighi o la questione della relazione tra la Convenzione e gli altri strumenti internazionali, sono stati affrontati in occasione della seconda e terza riunione (31 gennaio – 11 febbraio 2005 e 24 maggio – 4 giugno 2005). Un Comitato di redazione, composto da 24 Stati (tra cui la Svizzera), è stato costituito allo scopo di presentare un testo sintetico, formulato in un linguaggio giuridico chiaro sulla base delle proposte avanzate dagli Stati membri, dalle organizzazioni internazionali interessate (CNUCED, OMC, OMPI) e da diverse organizzazioni non governative.

La 33a Conferenza generale dell’UNESCO

A conclusione della terza ed ultima sessione della Riunione intergovernativa d’esperti (24 maggio

– 4 giugno 2005) gli Stati membri dell’UNESCO si sono accordati su una versione rimaneggiata del progetto, che è stata presentata per l’approvazione in occasione della Conferenza generale dell’UNESCO tenutasi dal 3 al 21 ottobre 2005 a Parigi. Gli Stati membri dell’UNESCO hanno approvato la Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali il 20 ottobre 2005, con 148 voti favorevoli, 2 voti contrari (Stati Uniti e Israele) e 4 astensioni (Australia, Honduras, Liberia e Nicaragua).

Attualmente (fine novembre 2006) hanno ratificato la Convenzione i 21 Stati seguenti: Albania, Bielorussia, Bolivia, Burkina Faso, Camerun, Canada, Croazia, Ecuador, Gibuti, Guatemala, Madagascar, Mali, Maurizio, Messico, Monaco, Namibia, Perù, Moldavia, Romania, Senegal e Togo. Altri 13 Paesi hanno già concluso la loro procedura di ratifica conformemente al loro diritto nazionale. Si tratta tra l’altro di Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, India, Portogallo, Spagna, Svezia. In numerosi altri Paesi, tra cui Belgio, Brasile, Estonia, Gran Bretagna, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Slovacchia e Slovenia, sono attualmente in corso le procedure di ratifica.11

1.3.4 Principali posizioni a livello internazionale

All’interno della comunità internazionale emergono due visioni opposte riguardo al trattamento dei beni e dei servizi culturali negli scambi commerciali:12

• Alcuni Stati considerano le attività, i beni e i servizi culturali quali prodotti di intrattenimento analoghi a qualsiasi altro prodotto e in quanto tali soggetti alle regole del commercio internazionale. Per questa ragione ritengono che la loro commercializzazione possa essere liberalizzata senza riserve secondo i principi dell’OMC.

• Gli altri Stati ne riconoscono la natura particolare in quanto portatori di valori e di significato che contribuiscono alla formazione dell’identità culturale di una comunità. A loro

11 Fonte : La Diversité des expressions culturelles, Bulletin des nouvelles du Ministère de la Culture et des communications du Québec (http://www.diversite-culturelle.qc.ca).

12 Cfr. Raschèr / Fischer, Kultur und Wirtschaft im Gleichgewicht (n. 4), pag. 814; Ivan Bernier, La bataille de la diversité culturelle, in: Les Tirés-à-Part de la Société Suisse des Auteurs (SSA), n. 3 estate 2004.