Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/38: Ratifica della Convenzione dell'UNESCO sulla diversità culturale · 26 pagine
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Ratifica della Convenzione dell’UNESCO del 2005: Rapporto esplicativo
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2 Commento ai singoli articoli del trattato
Il testo della Convenzione comprende, oltre al Preambolo, sette sezioni e un allegato sulla procedura di conciliazione. I primi tre sezioni, intitolati rispettivamente "Scopi e principi fondamentali", "Campo di applicazione" e "Definizioni" descrivono l’ambito e circoscrivono la portata della Convenzione. La sezione 4, che tratta i diritti e gli obblighi delle Parti contraenti, costituisce il fulcro della Convenzione e comprende sostanzialmente tre elementi:
1) il diritto sovrano degli Stati di adottare politiche o misure per proteggere e promuovere la diversità delle espressioni culturali sul loro territorio (art. 5-6);
2) l'obbligo delle Parti contraenti, in cambio di questo diritto loro riconosciuto, di impegnarsi in favore della promozione e della protezione della diversità delle espressioni culturali sul loro territorio (art. 7-11);
3) la cooperazione tra le Parti contraenti al fine di creare condizioni favorevoli alla promozione della diversità delle espressioni culturali (art. 12-19).
La sezione 5 tratta le relazioni con gli altri strumenti internazionali. La sezione 6 istituisce gli organi della Convenzione. La sezione 7 contiene le disposizioni finali.
Preambolo
Per mezzo di 21 considerandi il Preambolo espone la ragion d'essere della Convenzione, ne sottolinea l'importanza e la situa nel contesto giuridico. I considerandi si basano essenzialmente sul testo della Dichiarazione universale dell'UNESCO sulla diversità culturale del 2001, garantendo così la coerenza tra i due strumenti.
Il Preambolo afferma in particolare "che la diversità culturale rappresenta un patrimonio comune dell’umanità e che dovrebbe essere valorizzata e salvaguardata a beneficio di tutti" (2° considerando) e ricorda il suo rapporto con lo "sviluppo sostenibile delle comunità, dei popoli e delle nazioni" (3° considerando) e il mantenimento della "pace e della sicurezza sul piano locale, nazionale e internazionale" (4° considerando). Riconosce "la necessità di prendere misure volte a proteggere la diversità delle espressioni culturali (…) in particolare nei casi in cui le espressioni culturali possono essere minacciate di estinzione o soggette a gravi alterazioni" (9° considerando). Esprime inoltre la convinzione alla base dell'intera Convenzione che "le attività, i beni e i servizi culturali hanno una doppia natura, economica e culturale, in quanto portatori d’identità, di valori e di significato e non devono quindi essere trattati come aventi esclusivamente un valore commerciale" (18° considerando) e che "i processi di globalizzazione, agevolati dalla rapida evoluzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, se hanno contribuito a stabilire condizioni inedite capaci di consolidare l’interazione interculturale, rappresentano anche una sfida per la diversità culturale, segnatamente nell’ambito dei rischi di squilibrio fra Paesi ricchi e Paesi poveri" (19° considerando). La Convenzione sulla diversità delle espressioni culturali vuole essere una risposta a queste constatazioni.
29 Per un'analisi dettagliata del contenuto cfr. Ivan Bernier, Avant-projet de convention sur la protection de la diversité des contenus culturels et des expressions artistiques : analyse et commentaire, 2004 (analisi per conto dell'Agenzia internazionale della Francofonia: http://agence.francophonie.org/diversiteculturelle/fichiers/aif_bernier_aout2004.pdf); v. anche Raschèr / Fischer, Kultur und Wirtschaft im Gleichgewicht (n. 4), pagg. 819-822.