Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/38: Ratifica della Convenzione dell'UNESCO sulla diversità culturale · 26 pagine
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Ratifica della Convenzione dell’UNESCO del 2005: Rapporto esplicativo
agli altri settori.35 La creazione delle condizioni quadro necessarie al mantenimento e alla promozione della diversità delle espressioni culturali non può che avere effetti positivi per l’economia.
La Svizzera attua una politica culturale e audiovisiva volta alla promozione degli scambi.36 Occorre ricordare che non si vuole assolutamente ricorrere alla Convenzione dell’UNESCO per imporre restrizioni al commercio di beni culturali, ma, al contrario, istituire il principio dell’apertura alle altre culture nel rispetto dei diritti umani, affermando il carattere eccezionale dei beni e dei servizi culturali, come riconosciuto dalla Dichiarazione universale sulla diversità culturale dell’UNESCO. La Convenzione è un trattato che accorda al settore culturale un quadro specifico nel quadro degli scambi commerciali internazionali senza modificare il diritto internazionale del commercio. Essa fornisce un quadro di riferimento, un codice di condotta vincolante per le Parti contraenti. La promozione e la protezione della diversità delle espressioni culturali sono intese in uno spirito di apertura alle altre culture e non di chiusura identitaria.
3.4 Altre conseguenze: il ruolo della società civile
Lo Stato, da solo, non può contribuire alla salvaguardia e alla promozione della diversità cultura, ma necessita del contributo della società civile. Quest’ultima è infatti all’origine di numerose iniziative, sia al sud che al nord, e i suoi attori sono spesso in grado di apportare proposte nuove, originali, dinamiche e critiche al processo della gouvernance mondiale.
L’elaborazione del testo della Convenzione è stata seguita da vicino dalle organizzazioni culturali svizzere. Per rilevare le posizioni dei differenti settori della società civile svizzera interessati dalle questioni culturali, la Commissione svizzera per l’UNESCO, in collaborazione con Traditions pour Demain e la Dichiarazione di Berna, ha organizzato tre audizioni pubbliche (agosto 2004, gennaio 2005 e aprile 2005).37 Questo modo di procedere ha permesso alla Svizzera di difendere una disposizione della Convenzione volta al riconoscimento del "ruolo fondamentale della società civile" e all'incitamento delle Parti contraenti a incoraggiarne "la partecipazione attiva" nei loro sforzi volti a conseguire gli obiettivi della Convenzione (art. 11). Questa importante disposizione garantisce un’attuazione democratica della Convenzione.
Il 28 settembre 2005 è stata creata una Coalizione svizzera per la diversità culturale, cui hanno aderito più di 70 organizzazioni professionali (artisti, creatori, emittenti, società di autori, ONG di cooperazione ecc.), al fine di approfondire e ampliare la base di riflessione sulla questione della protezione e della promozione della diversità delle espressioni culturali. La Coalizione svizzera va ad aggiungersi alle altre trenta coalizioni nazionali esistenti a livello mondiale, che sono riunite in seno alla Federazione internazionale delle coalizioni per la diversità culturale.
35 Christoph Weckerle, Michael Söndermann, Das Umsatz- und Beschäftigungspotential des kulturellen Sektors: Erster Kulturwirtschaftsbericht Schweiz, Zurigo 2003.
36 Rapport du Conseil fédéral du 2 décembre 2005 sur les négociations à l`OMC/AGCS et les dérogations dans le domaine des services publics et du système de subvention (Réponse au postulat 03.3456 de la Commission de politique extérieure du Conseil national du 14.08.2003), pag. 10.
37 Cfr. la pagina web della Commissione svizzera per l’UNESCO sulla diversità culturale : www.unesco.ch/work-f/diversite.htm