Rapporto sui risultati
Consultazione 2007/31: Revisione della legge federale sul servizio civile e della legge federale sulla tassa d'esenzione dall'obbligo militare · 24 pagine
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cedura”: le prese di posizione favorevoli sono 18 (8 Cantoni, UDF e USAM), quelle contrarie sono 37 (17 Cantoni, PPD, PSS, I Verdi e UPS).
Una maggioranza accoglie positivamente anche le disposizioni previste dall’art. 8a AP revLSC (delega delle competenze alle Camere federali in caso di prolungamento o di riduzione della durata del servizio civile in funzione degli effettivi di personale dell’esercito): le prese di posizione a favore sono 37 (21 Cantoni, PPD, PLR, PSS), quelle contrarie sono 20 (5 Cantoni, UDF, I Verdi). Alcune prese di posizione sono favorevoli alla delega della competenza alle Camere federali solo in caso di prolungamento della durata del servizio civile, tuttavia sono contrarie all’opzione concernente la riduzione della durata del servizio civile (PLR).
Le prese di posizione pervenute in merito alle altre domande di revisione miranti all’ottimizzazione dell’esecuzione sono pochissime. Comunque tutte sono state approvate a larga maggioranza.
2.2 Prese di posizione di principio dei partiti rappresentati in seno al Consiglio federale
Il PPD si dichiara soddisfatto della riconsiderazione dell’attuale procedura d’ammissione al servizio civile con l’obiettivo di trovare una nuova soluzione. Tenendo conto dell’onere fisico, psichico e temporale, la variante „prova dell’atto 1,5“ offre la situazione più giusta. Il partito appoggia le disposizioni dell’art. 8a AP revLSC perché l’effettivo dell’esercito va salvaguardato.
Il PLR si esprime a favore della variante „prova dell’atto 1,5“ perché riduce più fortemente le spese procedurali, è meno impegnativa per tutti i partecipanti e conduce a risultati più trasparenti e più giusti rispetto alla variante “semplificazione della procedura“. Considerata l’importanza di salvaguardare gli effettivi dell’esercito, il partito approva le disposizioni previste dall’art. 8a AP revLSC secondo cui l’Assemblea federale può aumentare il fattore all’1,8 nella misura in cui ciò dovesse risultare necessario per il fabbisogno di risorse personali dell’esercito. Per contro, disapprova la disposizione secondo cui l’Assemblea federale può adeguare il fattore 1,5 verso il basso perché sostiene che tale misura comporterebbe una disparità di trattamento nei confronti di coloro che sono soggetti all’obbligo militare e che contrasterebbe inoltre con gli obiettivi della revisione.
Il PSS chiede che finché l’obbligo militare non venga sostituito da una soluzione basata sull’impegno a titolo volontario, l’esame dei motivi di coscienza venga rimpiazzato al più presto da una soluzione fondata unicamente sul principio della prova dell’atto col fattore 1,5. Esso appoggia questa variante intesa come un compromesso. Lo stesso vale anche per l’art. 8a AP revLSC. Infatti, per il PSS il valore soglia dell’effettivo dell’esercito comprenderebbe 50'000 soldati; un effettivo inferiore giustificherebbe un prolungamento della durata del servizio civile. Per contro, il partito ritiene inconciliabile con la concezione liberale dello Stato il fatto di pretendere dai richiedenti una dichiarazione in merito
all’esistenza di un conflitto di coscienza (art. 1 e 16b AP reLSC).
L’UDC si dichiara contraria all’introduzione della prova dell’atto. Essa sottolinea che ogni indebolimento dell’obbligo militare, e con ciò dell’esercito di milizia, sarebbe un segnale sbagliato specialmente al giorno d’oggi, per cui respinge la revisione della LSC.
2.3 Altri approcci alla revisione della procedura d’ammissione
In alcune prese di posizione si deplora la mancanza di ulteriori proposte da parte del Consiglio federale in merito alla revisione della procedura d’ammissione al servizio civile. Nella maggior parte dei casi si tratta soltanto di opinioni implicite, talvolta invece le richieste contenute nelle prese di posizione in merito alla revisione dell’art. 1 o dell’art. 8 della LSC sono formulate in modo più esplicito e vanno oltre le proposte contenute nei progetti messi in consultazione:
_ Il GSsE e il CSSC sostengono la variante „prova dell’atto 1,5“, sottolineando tuttavia di aver deci-
so così unicamente perché ritengono che questa variante sia la migliore tra tre varianti di scarso valore. Secondo loro, infatti, non comporterebbe alcun miglioramento sostanziale.
_ La FSAG, il CMSP, il CSSC e il GTSC deplorano il fatto che non siano stati sfruttati tutti i margini
di manovra previsti dalla Costituzione federale e che il riferimento al conflitto di coscienza non
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