Rapporto sui risultati

Consultazione 2010/13: Convenzione internazionale del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità · 31 pagine

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FAssiS, ICJ-CH, JuCH e ZSL partono dal presupposto che l’accesso delle persone con disabilità a molte offerte e a molti servizi pubblici ufficiali e privati (p. es. possibilità di spostamento o offerte culturali, ospedali, studi medici) vada migliorato. Gli articoli 14 e 15 LDis prevedono obblighi in tal senso, applicabili però solo alla Confederazione. Anche i Cantoni dovrebbero contribuire a questi sforzi, fermo restando che gli obblighi sono applicabili direttamente. A tal fine occorre tener conto soprattutto delle esigenze delle persone anziane con disabilità. ICJ-CH propone di ispirarsi al modello di alcuni Paesi scandinavi, in cui vi sono liste di controllo che consentono alle persone con disabilità di informarsi personalmente sulle offerte presso gli uffici o in ambito sanitario e di avvalersene.

OW, SH e usam temono conseguenze di ampia portata nel caso in cui la disposizione fosse intesa come diritto a un accesso senza barriere generalizzato a tutti gli ambiti della vita. Nel settore della comunicazione, ad esempio, ciò potrebbe significare che tutti i libri scolastici dovrebbero essere scritti in caratteri Braille in tutte le lingue nazionali o che tutti i siti web delle autorità pubbliche dovrebbero essere senza barriere, il che avrebbe enormi conseguenze finanziarie.

Il Cantone SO intravede un bisogno di recuperare terreno soprattutto a livello di accesso a vecchie costruzioni, semafori e loro dotazione con segnali acustici per ciechi e ipovedenti nonché indicazioni negli edifici pubblici in caratteri Braille.

Il PLR deplora che il rapporto esplicativo non indichi se una ratifica della Convenzione comporterebbe l’obbligo di evitare ostacoli e barriere nel settore immobiliare solo per le nuove costruzioni o anche negli edifici già esistenti. Secondo HEV, la Svizzera adempie già i requisiti nel settore immobiliare: un’adesione alla Convenzione è quindi superflua. In caso di ratifica PLR, Centre Patronal, HEV e SAV temono un inasprimento unilaterale della legislazione nazionale a scapito dei proprietari immobiliari e fondiari privati, con costi enormi.

ZG e usam considerano problematico l’obbligo di cui al capoverso 2 lettera d di dotare di segnali in caratteri Braille anche gli edifici privati, oltre a quelli pubblici, con strutture e servizi aperti al pubblico. Per ZG bisognerebbe verificare l’adeguatezza di tale misura ed eventualmente chiedere un periodo transitorio più lungo – tramite una riserva nell’ambito della ratifica.

Secondo il Cantone SZ, gli obiettivi enumerati all’articolo 9 potrebbero comportare, in generale, notevoli problemi di esecuzione in seno alle autorità cantonali. Il Cantone chiede pertanto che la Svizzera formuli una riserva sull’articolo 9.

4.2.3 Vita indipendente ed inclusione nella comunità (art. 19)

Per 26 partecipanti (PS, Verdi, USS, Agile, ASA Handicap mental, behindertenforum, BKZ, cerebral, Égalité Handicap, forum écoute, Forum Handicap Valais, ftia, insieme, insieme LU, insieme VS, Integration Handicap, procap, Pro infirmis, Pro Mente Sana, retina suisse, SBb, sbv, SGB-FSS, sonos, SPV, SZB) si tratta di una disposizione molto importante, poiché non figurando in nessun’altra convenzione sui diritti dell’uomo ratificata dalla Svizzera rafforzerebbe notevolmente la posizione delle persone con disabilità.