Rapporto sui risultati

Consultazione 2010/13: Convenzione internazionale del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità · 31 pagine

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di varie barriere tecniche un cittadino cieco o ipovedente non è oggi in grado di compilare autonomamente la propria dichiarazione fiscale, il che lo obbliga a rivelare la propria situazione personale e finanziaria.

Anche il Cantone SO intravede una necessità d’intervento fondamentale e conferma che sul proprio territorio ai ciechi e agli ipovedenti il materiale di voto non è trasmesso in caratteri Braille e che le spiegazioni di voto non sono disponibili sotto forma di audioriviste. Nel contempo il Cantone parte però dal presupposto che grazie all’ integrazione sociale queste persone ricevano aiuti concreti che consentono loro di esercitare i diritti politici.

5.13 Partecipazione alla vita culturale, alla ricreazione, al tempo libero e allo sport (art. 30)

Per il Cantone BS, in questo settore i requisiti della Convenzione non vanno oltre la legislazione federale esistente. Di conseguenza, le regolamentazioni cantonali che adempiono i requisiti della LDis soddisfano anche i requisiti della Convenzione.

Secondo il Cantone AG, la LDis disciplina solo l’accessibilità a edifici e impianti e non l’accessibilità dei formati dell’offerta culturale. Un adeguamento giuridico corrispondente dovrebbe quindi avvenire non a livello cantonale, bensì in primo luogo nella LDis, senza tuttavia generare notevoli oneri finanziari supplementari per i Cantoni.

Secondo Pro infirmis, benché negli ultimi dieci anni siano stati fatti progressi in questo settore, in Svizzera le persone con disabilità sono ancora limitate nella partecipazione alla vita culturale, alla ricreazione, al tempo libero e allo sport a causa di molteplici ostacoli e in parte addirittura escluse. Per ICJ-CH la necessità di migliorare è presente in tutti i settori, salvo lo sport. A dover essere ottimizzate sono le offerte per la partecipazione alla vita culturale a misura di disabili soprattutto per gli anziani con disabilità non istituzionalizzati, il cui numero è destinato a crescere in futuro.

25 partecipanti (PS, Agile, ASA Handicap mental, Avenirsocial, behindertenforum, BKZ, cerebral, Égalité Handicap, forum écoute, Forum Handicap Valais, ftia, insieme, insieme LU, insieme VS, Integration Handicap, procap, Pro infirmis, Pro Mente Sana, retina suisse, SBb, sbv, SGB-FSS, sonos, SPV, SZB) ritengono che le offerte in materia di cultura, ricreazione, tempo libero e sport debbano essere rese accessibili sull’intero territorio e per tutte le persone con disabilità, in conformità con l’articolo 3 (Principi generali) della Convenzione, da interpretare alla luce del preambolo e dell’articolo 1 (Scopo).

In proposito SZB precisa ad esempio che il capoverso 4 dell’articolo 30 sottolinea la grande importanza del linguaggio dei segni e che in questo contesto devono perciò essere presi in considerazione anche interpreti in lingua dei segni per sordociechi e persone audiolese e ipovedenti. Benché la legislazione sia stata adeguata di conseguenza (art. 24 lett. c della legge sul diritto d’autore [LDA]), di fatto occorre spesso rinunciare alla traduzione di vari libri in formati accessibili ai lettori ciechi e ipovedenti poiché il denaro destinato in passato alla traduzione è ora impiegato per pagare tasse sette volte più elevate. Secondo Retina Suisse, SBV e SZB, inoltre, l’accesso a materiale culturale, come ad esempio i film, deve essere offerto più spesso in un formato fruibile dagli ipovedenti (audiodescrizione).