Rapporto sui risultati
Consultazione 2010/13: Convenzione internazionale del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità · 31 pagine
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quote – consentirebbero di raggiungere progressivamente una migliore integrazione nell’economia delle persone con disabilità.
SBb sottolinea che per i ciechi e gli ipovedenti le misure adottate finora in materia di lavoro e occupazione sono insufficienti. Ciò vale soprattutto per l’integrazione professionale dei ciechi e degli ipovedenti, spesso frenata o addirittura impedita dal velocissimo progresso tecnico, segnatamente nel settore informatico. Per questo motivo gli sforzi attuali in questo settore vanno completati con ulteriori misure, previste agli articoli 9 (Accessibilità), 20 (Mobilità personale) e 24 (Istruzione).
JuCH chiede di completare il Codice delle obbligazioni (CO) e la LDis in modo tale da adottare provvedimenti efficaci contro la discriminazione delle donne sotto forma di molestie sessuali o di altra natura rivolte a persone con disabilità, anche e soprattutto di sesso femminile, elaborare disposizioni di protezione corrispondenti e creare consultori.
JU e ZH sottolineano che il settore del lavoro e dell’occupazione è disciplinato principalmente dalla legge sul lavoro (LL) e che di conseguenza sono necessari adeguamenti soprattutto a livello federale. Secondo il Cantone GE, certi aspetti dell’articolo 27 sono già disciplinati nella LL e nelle ordinanze di applicazione, ad esempio l’igiene e la sicurezza durante il lavoro. In altri settori vi è una necessità d’intervento legislativo, ad esempio a livello di molestie sul lavoro, promozione delle pari opportunità e mancanza di procedure speciali che consentano alle persone con disabilità di far valere i propri diritti. Secondo i Cantoni GE e ZH, queste ultime dovrebbero essere inserite nella LDis. Per il Cantone ZH dovrebbe inoltre essere preso in considerazione un rafforzamento dell’Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità (UFPD), in modo da consentirgli di adottare i provvedimenti necessari.
Il PCS ritiene che l’articolo possa essere attuato solo con un sostegno sistematico e la creazione di incentivi a favore dei datori di lavoro.
PLR, Centre Patronal e SAV temono l’introduzione di un «diritto al lavoro» sconosciuto in Svizzera nonché di quote occupazionali per le persone con disabilità, che avrebbero ripercussioni controproducenti e sono già stati respinti dal Parlamento nell’ambito della 6a revisione dell’AI. SAV sottolinea che un approccio basato sull’iniziativa volontaria degli imprenditori è assolutamente preferibile alla strategia dell’articolo 27.
Per il Cantone TG, la parità assoluta tra persone con e senza disabilità prevista al capoverso 1 lettera b è problematica dal punto di vista economico, tanto più che già la LDis e la LAI danno alla Confederazione la possibilità di sostenere progetti e sperimentazioni pilota in materia di integrazione professionale di persone con disabilità. Nella LAI figurano inoltre varie misure che avrebbero un effetto analogo a quello della Convenzione in vista dell’integrazione professionale di persone con disabilità (mediazione di aiuti iniziali, misure d’integrazione, ecc.). Viste tali disposizioni, il Cantone considera controproducente l’adozione di una parità assoluta conformemente alla Convenzione e, in caso di ratifica, chiede che sia formulata una riserva sull’articolo 27.
L’usam considera illusorio propagare le pari opportunità sul lavoro senza restrizioni corrispondenti, dal momento che in genere le persone con disabilità non possono fornire le stes-