Rapporto sui risultati
Consultazione 2011/109: Legge sul libero passaggio e legge sulla previdenza professionale. Garanzia ridotta in caso di scelta di determinate strategie d'investimento da parte dell'assicurato e misure di garanzia dell'avere di previdenza in caso di inadempienza degli obbligh · 27 pagine
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assicurata presso un determinato istituto di previdenza e che non intendono correre rischi, si debbano proporre strategie d’investimento tali da tutelarli contro eventuali perdite.
4.1.2 Rifiuto dell’obbligo di proporre una strategia con garanzia
17 partecipanti alla procedura di consultazione (LU, BL, AG, PLR.I Liberali Radicali, UDC,
Unione svizzera degli imprenditori, SwissBanking, ASIP, CSEP, ASA/SAV, KGAST,
ACCP, inter-pension, ASA/SVV, Vorsorgeforum e IZS) si sono dichiarati scettici nei confronti della prescrizione che prevede l’obbligo di proporre almeno una strategia d’investimento con garanzia dei diritti secondo la LFLP o hanno esplicitamente richiesto lo stralcio dell’ultimo periodo del capoverso 1. Anche sei partecipanti non ufficiali (Trianon SA, PensFlex, Schindler-Stiftung, avadis Vorsorge AG, PUBLICA, Elite Office SA e Towers Watson) si associano a questa posizione. Gli argomenti addotti sono in particolare i seguenti:
• AG, Unione svizzera degli imprenditori, ASIP e Vorsorgeforum fanno valere il fatto
che l’obbligo di proporre almeno una strategia che garantisca i diritti stabiliti nella LFLP non consente di raggiungere lo scopo di evitare calcoli e accantonamenti complessi per i principi contabili internazionali. Le semplificazioni concernenti l’IAS 19 sarebbero infatti minime. Towers Watson è dello stesso avviso. I piani di previdenza continuerebbero ad essere generalmente qualificati, in base ai principi contabili internazionali, quali piani in funzione delle prestazioni, a prescindere dal fatto che sia potenzialmente garantita solo una parte della previdenza (“ottica in bianco e nero” degli autori della norma). Inoltre,
nemmeno in futuro sarebbero possibili piani che prevedano esclusivamente il primato dei contributi.
• BL spiega che, in caso di perdite e di copertura insufficiente nel piano di previdenza con
garanzia, il datore di lavoro resta comunque tenuto a partecipare a eventuali contributi di risanamento. La soluzione non sarebbe pertanto coerente. Se si prevede la possibilità di scegliere tra diverse strategie d’investimento, il rischio dovrebbe essere a carico
dell’assicurato per tutte le opzioni.
SwissBanking e KGAST sono del parere che la soluzione sia inadeguata, poiché per la strategia con garanzia – contrariamente a quanto avviene per le altre strategie – è necessario costituire riserve di fluttuazione. In caso di passaggio da una strategia flessibile a una con garanzia, sorgerebbero problemi, poiché, pur non apportando alcuna riserva di fluttuazione,
l’assicurato trarrebbe vantaggio da quelle disponibili. A rigor di logica, al passaggio
l’assicurato dovrebbe acquistare una parte di riserve di fluttuazione, quota che dovrebbe poi essergli versata in caso di un altro cambiamento di strategia. Questo comporterebbe un onere amministrativo rilevante e incertezza per gli assicurati. KGAST teme che gli assicurati possano sfruttare la possibilità di cambiare strategia in modo mirato nelle fasi di andamento favorevole dei mercati finanziari. Schindler-Stiftung esprime riserve analoghe, ritenendo che il passaggio tra i due sistemi (con e senza garanzia) non sia possibile senza che si creino nuovamente solidarietà non auspicate. In base alla sua interpretazione del rapporto esplicativo, a ogni assicurato verrebbe praticamente assegnato un “grado di copertura individuale”, ossia una situazione di copertura insufficiente “individuale”. In tal modo, al momento dell’uscita da un istituto di previdenza l’articolo 17 LFLP sarebbe disatteso, poiché una situazione di copertura insufficiente individuale non deve essere finanziata dalla collettività. Nel caso di una situazione di copertura insufficiente individuale, non sarebbe inoltre più possibile optare per una strategia senza garanzia.
• L’ASIP aggiunge che, per quanto concerne un’eventuale situazione di copertura insuffi-
ciente e le misure di risanamento da adottare, la soluzione proposta nella parte garantita è troppo complessa e non risponde alle esigenze degli istituti di previdenza. Anche avadis Vorsorge AG fa notare questo punto.