Rapporto sui risultati

Consultazione 2011/109: Legge sul libero passaggio e legge sulla previdenza professionale. Garanzia ridotta in caso di scelta di determinate strategie d'investimento da parte dell'assicurato e misure di garanzia dell'avere di previdenza in caso di inadempienza degli obbligh · 27 pagine

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Anche Trianon SA propone in alternativa di stralciare l’ultimo periodo del capoverso 1. In compenso, a suo parere dovrebbe essere introdotta la possibilità che gli assicurati non siano costretti ad affiliarsi a un istituto di previdenza che propone diverse strategie e possano lasciare tutto l’avere nella cassa di base. Se fosse accettata questa variante, andrebbe ridefinito il principio di collettività di cui all’articolo 1c OPP 2.

4.2 Articolo 19a capoverso 2 AP-LFLP

4.2.1 Obblighi d’informare degli istituti di previdenza

VS, PEV, USC, SIC Svizzera, USDRC, Integration Handicap, CSEP e IZS accolgono favorevolmente gli obblighi d’informare a carico degli istituti di previdenza e la necessità della conferma scritta da parte degli assicurati. Dato che i consumatori si vedono accollare i rischi,

Konsumentenforum kf ritiene essenziale che essi siano adeguatamente informati in materia; le imprese di assicurazione devono assumersi l’onere della prova.

L’UDC considera invece inattuabile il requisito del consenso degli assicurati, che comporterebbe un onere amministrativo sproporzionato e di cui chiede quindi lo stralcio.

Anche l’USAM ritiene eccessivi gli obblighi d’informare proposti: nel caso delle persone interessate, si presuppone che siano al corrente che rendimenti migliori sono necessariamente legati a rischi più elevati.

Nove partecipanti alla procedura di consultazione (PLR.I Liberali Radicali, Unione svizzera

degli imprenditori, ASIP, KGAST, VVP, inter-pension, ASA/SVV, Vorsorgeforum e

SDRCA) sono del parere che sia necessario un certo obbligo d’informare (generale), ma che quello profilato nel progetto sia eccessivo. Propongono che gli istituti informino in generale sulle opportunità, i rischi e i costi, in modo da adempiere ordinariamente l’obbligo a loro carico, e che gli assicurati confermino di aver ricevuto tali informazioni sottoscrivendo un apposito modulo o per via elettronica. Anche quattro partecipanti non ufficiali (PUBLICA, Centre Patronal, Schindler-Stiftung e avadis Vorsorge AG) sostengono questa proposta.

 L’Unione svizzera degli imprenditori formula una proposta concreta per il periodo del capoverso in questione: «Gli istituti di previdenza che offrono diverse strategie d’investimento devono informare i loro assicurati sulle opportunità e sui rischi di queste strategie».

Unione svizzera degli imprenditori, ASIP, KGAST, Vorsorgeforum e PUBLICA motivano

la loro posizione spiegando che non si può pretendere dagli istituti di previdenza che si informino sulle conoscenze e sulla propensione al rischio di ogni singolo assicurato per analogia con la giurisprudenza sulla diligenza e la fedeltà. KGAST rileva che l’obbligo di consulenza porrebbe gli istituti di previdenza di fronte ad alcuni problemi: i collaboratori dovrebbero essere formati in materia d’investimenti e dovrebbe essere presa in considerazione la situazione privata degli assicurati. Questo celerebbe il rischio di una responsabilità per falsa consulenza. Per evitare questa eventualità, la consulenza dovrebbe essere esternalizzata, il che genererebbe costi supplementari. Anche Unione svizzera degli imprenditori, VVP, inter-pension, Centre Patronal e Schindler-Stiftung sottolineano il rischio di controversie in materia di responsabilità. Schindler-Stiftung sarebbe piuttosto favorevole all’imposizione di un divieto esplicito, nei confronti dei responsabili della gestione e dei collaboratori degli istituti di previdenza, di fornire consulenza agli assicurati in materia d’investimenti, dal momento che essi non sono formati quali consulenti in investimenti.