Rapporto sui risultati

Consultazione 2011/109: Legge sul libero passaggio e legge sulla previdenza professionale. Garanzia ridotta in caso di scelta di determinate strategie d'investimento da parte dell'assicurato e misure di garanzia dell'avere di previdenza in caso di inadempienza degli obbligh · 27 pagine

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quelli per i necessari adeguamenti informatici (UR, AI, AG e VD) e/o constatano che gli istituti sono costretti a svolgere compiti che in realtà esulano dai loro scopi (SO, AG e VD). BL si esprime in modo critico sugli adeguamenti legali previsti adducendo motivi di proporzionalità (numero di segnalazioni presumibili in rapporto agli adeguamenti necessari per oltre 2000 istituti di previdenza registrati) e menziona anche i costi supplementari.

Anche secondo BE, LU, OW, ZG, AR, JU e TI con la soluzione proposta si trasferirebbero agli istituti compiti che esulano dalle loro competenze, il che comporterebbe costi supplementari e oneri maggiori in termini di amministrazione e controllo oppure la necessità di adeguamenti a livello informatico (BE, LU, OW, GL, ZG, AR e JU), rendendo inoltre ancora più complicato il sistema del 2° pilastro (LU, OW, GL, ZG e AR). Diversi partecipanti ritengono che questo sia in contrasto con l’esigenza di ridurre i costi amministrativi nel 2° pilastro (BE, OW, ZG, AR, JU e AI) oppure con quella di semplificare e mantenere la previdenza professionale compatibile con il sistema di milizia (LU, OW, ZG e AR). In questo contesto, si constata anche che solo una percentuale esigua di assicurati sarebbe interessata dalla soluzione proposta e sarebbero pochi anche gli aventi diritto al mantenimento che potrebbero trarne vantaggio (OW, AR e JU). GL considera troppo scarso il profitto conseguibile rispetto all’onere connesso con le modifiche, in particolare per le casse pensioni più piccole, tanto più che i crediti di alimenti potrebbero essere fatti valere anche mediante la procedura d’esecuzione.

Oltre ai Cantoni, altri partecipanti ufficiali affrontano questo tema: SIC Svizzera, ASA/SVV, SDRCA, Trianon SA, GroupeMutuel, PLR.I Liberali Radicali, UDC, USAM, Unione sviz-

zera degli imprenditori, Conferenza delle autorità cantonali di vigilanza LPP e delle fondazioni, ASIP, ACCP, CSEP, VVP, inter-pension, Vorsorgeforum, IZS e FER. Alcuni di

essi sono favorevoli all’orientamento di fondo, riconoscono la necessità d’intervenire e/o fanno riferimento a casi deprecabili che certamente si verificano nella prassi. Diversi partecipanti analizzano criticamente i costi dal punto di vista della proporzionalità e fanno riferimento alla complessità dei metodi informativi oppure mettono in discussione l’attuabilità o l’utilità del progetto, tanto più che presumibilmente i fondi potrebbero essere effettivamente garantiti solo in casi eccezionali e la problematica dell’inadempienza degli obblighi di mantenimento potrebbe essere risolta solo in parte. Molti dei partecipanti menzionati fanno inoltre notare che con la soluzione proposta si trasferirebbero agli istituti compiti che esulano dalle loro competenze, il che è connesso con adeguamenti tecnici a livello informatico che comporterebbero processi lavorativi e costi supplementari. Anche cinque partecipanti non ufficiali (Towers Watson, avadis Vorsorge AG, PUBLICA, Centre Patronal e prévoyance.ne) affrontano questo tema.

9.2 Estensione della regolamentazione al pilastro 3a

ZH e UR rilevano una possibile disparità di trattamento tra persone la cui previdenza professionale è solo nel 2° pilastro e quelle che hanno la previdenza nel pilastro 3a. Ritenendo deprecabile questa disparità di trattamento, chiedono l’introduzione di disposizioni legali corrispondenti per gli averi del pilastro 3a, tanto più che nel caso dei lavoratori indipendenti spesso l’intera previdenza professionale è costituita da quest’ultimo. Secondo UR, tramite gli uffici delle imposte si potrebbe risalire agli istituti presso i quali esiste un pilastro 3a. GL osserva che dal punto di vista dell’uguaglianza giuridica è immotivato escludere dal disciplinamento previsto i fondi previdenziali del pilastro 3a.

L’Unione delle città svizzere propone di valutare la possibilità di estendere la regolamentazione profilata al pilastro 3a. La FSFM si dichiara favorevole a una tale estensione. Secondo VVP le autorità potrebbero rintracciare le deduzioni per i versamenti nel pilastro 3a con un onere supplementare esigibile, in quanto alla fine esse sarebbero sgravate finanziariamente. Anche Unione svizzera degli imprenditori e IZS sottolineano l’aspetto della parità di trattamento tra gli assicurati nella previdenza professionale facoltativa del 2° pilastro e quelli con una previdenza individuale vincolata del pilastro 3a.