Rapporto sui risultati
Consultazione 2011/109: Legge sul libero passaggio e legge sulla previdenza professionale. Garanzia ridotta in caso di scelta di determinate strategie d'investimento da parte dell'assicurato e misure di garanzia dell'avere di previdenza in caso di inadempienza degli obbligh · 27 pagine
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ivi formulate consentirebbero di risolvere solo in parte la problematica dell’inadempienza degli obblighi di mantenimento, come risulta dallo stesso rapporto sulla procedura di consultazione. Dopo aver ponderato i costi e i benefici, AR respinge il progetto. TI ritiene che esso sia volto a favorire le autorità che hanno anticipato prestazioni di mantenimento non pagate, ma non garantisca il versamento dei contributi agli aventi diritto.
Dei 12 partiti interpellati, 5 hanno inviato il loro parere. PPD, PEV e PS approvano il progetto, mentre PLR.I Liberali Radicali e UDC lo respingono.
Il PPD ne appoggia gli obiettivi, ritenendo che la modifica di legge sia un passo importante per tutelare meglio la garanzia delle esigenze economiche dei figli.
Il PEV appoggia il progetto senza alcuna riserva, tanto più per il fatto che esso consentirebbe di garantire meglio i diritti dei figli. Ritiene inoltre che il disciplinamento proposto non imporrebbe la creazione di nuove strutture amministrative, ma determinerebbe piuttosto un miglioramento di quelle esistenti, generando quindi pochi costi supplementari.
Nonostante l’onere amministrativo connesso con l’attuazione, il PS è favorevole al disciplinamento proposto dal punto di vista della politica sociale e ne chiede l’entrata in vigore in tempi rapidi.
L’UDC considera esagerate le misure proposte, anche se vi sono casi deprecabili, e propone di stralciare la parte del progetto da cui deriverebbe l’attribuzione alle casse pensioni di compiti che esulano assolutamente dalle loro competenze. Il PLR.I Liberali Radicali respinge il progetto nella formulazione proposta, ma riconoscono che singoli casi deprecabili ne giustificano le richieste.
Delle tre associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle Città e delle regioni di montagna si è espressa solo l’Unione delle città svizzere, favorevole al progetto. Essa ritiene che
l’obbligo di comunicazione costituirebbe un utile vantaggio in termini d’informazione per gli uffici d’incasso dei servizi sociali e che la possibilità di citare in giudizio più facilmente i debitori produrrebbe un risparmio per l’aiuto sociale.
Ad eccezione di economiesuisse e SwissBanking, tutte le associazioni mantello nazionali dell’economia hanno partecipato alla procedura di consultazione. Quattro (USC, USS, SIC Svizzera e Travail.Suisse) sono favorevoli al progetto, mentre due lo respingono (USAM e Unione svizzera degli imprenditori). USC e Travail.Suisse ritengono tuttavia che l’obbligo di comunicazione proposto sia ragionevolmente esigibile dagli istituti. SIC Svizzera trova opportuno il nuovo disciplinamento dal punto di vista dei contenuti. SIC Svizzera, USS e Travail.Suisse fanno però notare che l’attuazione delle nuove misure potrebbe rivelarsi difficile, dal momento che spesso le autorità d’incasso non sanno quale sia l’istituto competente, in particolare nel caso di frequenti cambiamenti del posto di lavoro. Unione svizzera degli imprenditori e USAM criticano in particolare il trasferimento agli istituti di compiti che non rientrano nell’ambito della previdenza e i costi ad esso connessi.
Dal gruppo delle cinque autorità e istituzioni affini interpellate sono pervenuti due pareri. La COSAS appoggia il progetto, in quanto esso metterebbe a disposizione delle autorità
d’incasso ulteriori strumenti per lottare contro la povertà delle famiglie. La Conferenza delle autorità cantonali di vigilanza LPP e delle fondazioni si dichiara contraria al progetto, anche perché esso attribuirebbe agli istituti di previdenza compiti che esulano dalle loro competenze, comportando processi lavorativi e costi supplementari notevoli.
Dal gruppo di destinatari costituito da 21 assicurati, beneficiari di prestazioni e indipendenti, sono pervenuti 5 pareri. Tutti (USDRC, Integration Handicap, CSA, SVA e FSFM) approvano il progetto. Integration Handicap esprime tuttavia dubbi sul fatto che esso consenta di agevolare notevolmente l’incasso dei crediti di alimenti. La CSA ritiene che una migliore tutela degli aventi diritto ad alimenti sia nell’interesse della collettività e che il progetto consenta di