Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/45: Modifica del Codice civile svizzero (CC; protezione del figlio) · 24 pagine
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Le misure di protezione dei minori devono essere appropriate allo scopo e tendere innanzitutto a completare le capacità dei genitori21. Nell’adempiere questo compito l’autorità di protezione dei minori dispone di un alto grado di flessibilità e perciò di diversi strumenti. Se non è sufficiente fornire consulenza ai genitori, ammonirli o impartire loro istruzioni (art. 307 cpv. 3 CC), essa può nominare un curatore per sostenere i genitori nel loro compito educativo (art. 308 CC), togliere il minore alla custodia dei genitori (art. 310 CC) o privare i genitori dell’autorità parentale (art. 311 seg. CC).
1.5 Bene del minore ed esposizione a pericolo del bene del minore
Il bene del minore è l’obiettivo prioritario del diritto in materia di minori22 (art. 3 n. 2 CDF). Tale bene è garantito se in un determinato contesto i bisogni fondamentali del minore sono soddisfatti. Tali bisogni possono essere suddivisi in tre categorie principali: il bisogno di benessere fisico, il bisogno di contatti sociali e il bisogno di crescita e sviluppo23. Ne fanno parte il bisogno di nutrimento, di sonno, di indumenti, di igiene personale, di protezione dai pericoli e di assistenza medica. Nel corso del suo sviluppo il minore apprende progressivamente a soddisfare e proteggere da sé questi bisogni fondamentali.
Sono soprattutto i genitori a dover soddisfare i bisogni fondamentali del minore. Oltre ad averne il diritto, hanno anche il dovere di educare il figlio, promuovendone e proteggendone lo sviluppo fisico, intellettuale e morale (art. 302 cpv. 1 CC). Tale dovere include anche l’obbligo di curare il figlio e procurargli un’istruzione appropriata24. Pur dipendendo innanzitutto dalla situazione personale e finanziaria dei genitori, l’educazione del figlio deve orientarsi anche alle sue capacità e propensioni (art. 302 CC).
Ogni minore è esposto nel corso della sua vita a determinati rischi. Ma non tutti i rischi si concretizzano e comportano un’effettiva esposizione a pericolo del suo bene. Infatti, i minori sviluppano strategie proprie per eliminare questi rischi oppure sono sostenuti dai genitori o da terzi25. Il bene del minore può essere esposto a pericolo per svariati motivi: a causa di atti od omissioni (soprattutto dei genitori), avvenimenti, interazioni ed esperienze. Spetta agli specialisti con esperienza in materia accertare nel caso concreto la misura della messa in pericolo del bene del minore e la misura in cui i suoi bisogni fondamentali sono soddisfatti26. Nell’accertare un’esposizione a pericolo del bene del minore si tratta soprattutto di stabilire se e in che misura i bisogni fondamentali di un minore siano soddisfatti (conformemente alla sua età) in un determinato contesto di vita. In un secondo tempo occorre esaminare come si possano colmare nel miglior modo possibile eventuali lacune.
21 PETER BREITSCHMID, in: Honsell/Vogt/Geiser (a c. di), Basler Kommentar Zivilgesetzbuch I, 4a ed., Basilea 2010, art. 307 N. 2.
22 DTF 132 III 373 consid. 4.4.2; 129 III 255 consid. 3.4.2.
23 WERNER(nota 20, pag. 13 segg.
24 INGEBORG SCHWENZER, in: Honsell/Vogt/Geiser (a c. di), Basler Kommentar Zivilgesetzbuch I, 4a ed., Basilea 2010, art. 302 N 1.
25 JUD (nota 19),pag. 50 seg.
26 STEFAN SCHNURR, Rapporto dell’11 gennaio 2012 (Grundleistungen der Kinder- und Jugendhilfe), redatto su mandato dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali come contributo al gruppo responsabile del progetto di risposta al postulato Fehr (07.3725), pag. 90, disponibile soltanto in tedesco e reperibile all’indirizzo: http://www.news.admin.ch/NSBSubscriber/message/attachments/27305.pdf.