Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/60: Emendamenti allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale del 10 e 11 giugno relativi al crimine di aggressione e ai crimini di guerra · 26 pagine

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1.2.4 Esito dei negoziati e visione d'insieme degli emendamenti

Fattispecie del crimine di aggressione (articolo 8bis dello Statuto di Roma)

Conformemente alla definizione stabilita in occasione della Conferenza di revisione di Kampala, il crimine di aggressione consta di due componenti.

In primo luogo la fattispecie del crimine di aggressione presuppone un atto di aggressione da parte di uno Stato. Per la descrizione dell'atto di aggressione gli Stati ricorsero al testo della Risoluzione 3314 (XXIX) del 1974, in cui l'Assemblea generale delle Nazioni Unite aveva definito il concetto di atto di aggressione.24 Per atto di aggressione s'intende pertanto «l’uso della forza armata da parte di uno Stato contro la sovranità, l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di un altro Stato, o in qualunque altro modo contrario alla Carta delle Nazioni Unite».25 Tuttavia, affinché possa essere un elemento costitutivo del crimine di aggressione, un atto di aggressione deve altresì costituire per «carattere, gravità e portata [...] una manifesta violazione della Carta delle Nazioni Unite».26 In altre parole, affinché il crimine di aggressione possa essere commesso da un individuo, è necessario che si tratti di un atto di aggressione qualificato da parte di uno Stato. In tal modo si intende escludere fin dall'inizio gli atti di aggressione che si collocano in una zona grigia del diritto.

In secondo luogo il crimine di aggressione presuppone, oltre all'atto di aggressione di uno Stato, l'azione di un singolo autore che, conformemente alla definizione approvata, deve essere una persona «in grado di esercitare effettivamente il controllo o di dirigere l’azione politica o militare di uno Stato che ha commesso l’atto di aggressione».27 Il crimine di aggressione è pertanto un reato perpetrato dai vertici politici e militari («leadership crime») che può essere commesso solo da una cerchia ristretta di persone. Le azioni individuali («pianificazione, preparazione, inizio o esecuzione di un atto di aggressione»28) sono state sostanzialmente ricalcate dalla definizione del «crimine contro la pace» sancito negli Statuti dei Tribunali militari internazionali di Norimberga e Tokyo.29

Esercizio del potere giurisdizionale (articolo 15 bis e 15ter dello Statuto di Roma)

Come menzionato sopra, la questione più controversa riguardava la definizione dei presupposti per l'esercizio della giurisdizione per il crimine di aggressione. Il regolamento approvato si basa sui tre meccanismi di intervento che valgono anche per gli altri crimini contemplati dallo Statuto di Roma: segnalazione di uno Stato Parte, indagini su iniziativa del Procuratore/della Procuratrice e segnalazione da parte del Consiglio di Sicurezza.30 Su questa base le questioni da disciplinare erano due.

24 Cfr. art. 1 e 3 di Definition of Aggression, allegato alla Risoluzione 3314 (XXIX) dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, 14 dicembre 1974, documento A/RES/29/3314.

25 Art. 8bis par. 2 prima frase dello Statuto di Roma.

26 Art. 8bis par. 1 dello Statuto di Roma.

27 Art. 8bis par. 1 dello Statuto di Roma.

28 Art. 8bis par. 1 dello Statuto di Roma.

29 Art. 6 lett. a 1945 London Charter, in: Stefan Barriga/Claus Kress (ed.), Crime of Aggression Library  The Travaux Préparatoires on the Crime of Aggression, Cambridge (Cambridge University Press) 2012, pag. 131; art. 5 lett. a 1946 Tokyo Charter, in: ibid., pag. 134.

30 Art. 13 in combinato disposto con gli artt. 15bis par. 1 e 15ter par. 1 dello Statuto di Roma.