Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/60: Emendamenti allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale del 10 e 11 giugno relativi al crimine di aggressione e ai crimini di guerra · 26 pagine

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 1920: adesione alla Società delle Nazioni che ha come obiettivo principale la salvaguardia della pace;

 1929: adesione al patto Briand-Kellogg, in base al quale gli Stati parte si impegnano a «condannare il ricorso alla guerra per la risoluzione delle divergenze internazionali e di rinunziare a usarne come strumento di politica nazionale nelle loro relazioni reciproche»;11

 2002: adesione alle Nazioni Unite che poggiano su un sistema di sicurezza collettiva basato sul divieto generale dell'uso della forza.12

La penalizzazione del crimine di aggressione attraverso un accordo internazionale rappresenta un'importante conquista a livello di diritto internazionale. Da molti anni la Svizzera si impegna attivamente nella lotta contro l'impunità. Il crimine di aggressione colma una grande lacuna. La ratifica da parte della Svizzera può offrire un importante contributo all'applicazione del divieto generale dell'uso della forza e, di conseguenza, alla salvaguardia della pace e della sicurezza, alla tutela della sovranità territoriale del Paese e al rispetto dei diritti dell'uomo.

1.2.2 Premessa

La Carta delle Nazioni Unite rappresenta dal 1945 la pietra miliare del diritto internazionale per il divieto generale dell'uso della forza: «I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall'uso della forza, sia contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite.»13 Questa disposizione fondamentale del diritto internazionale riguarda esclusivamente gli Stati.

Tuttavia, dopo la Seconda guerra mondiale, anche singoli individui sono stati perseguiti per i comportamenti aggressivi di uno Stato. Diverse persone sono state accusate e giudicate dai Tribunali militari internazionali di Norimberga e di Tokyo per «crimini contro la pace». Questo tipo di crimine consisteva soprattutto nella pianificazione, preparazione, inizio ed esecuzione di una guerra di aggressione o di una guerra in violazione di trattati, accordi o garanzie internazionali.14 Dopo i processi di Norimberga e di Tokyo furono avanzate delle proposte volte a codificare in modo permanente il «crimine contro la pace» a livello internazionale;15 tuttavia l'intento si è rivelato per lungo tempo politicamente non realizzabile. Nel 1974 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite definì più precisamente l'aggressione come l'azione di uno Stato,16 tuttavia i Paesi non riuscirono ad accordarsi sulla definizione di crimine individuale.

11 Art. 1 del Trattato di rinunzia alla guerra del 27 agosto 1928 (RS 0.193.311).

12 Carta delle Nazioni Unite del 26 giugno 1945 (RS 0.120).

13 Art. 2 par. 4 della Carta delle Nazioni Unite del 26 giugno 1945 (RS 0.120). Sono esclusi da tale divieto il ricorso alla forza autorizzato dal Consiglio di sicurezza (art. 42) e le misure di autotutela (art. 51).

14 Art. 6 lett. a 1945 London Charter, in: Stefan Barriga/Claus Kress (ed.), Crime of Aggression Library  The Travaux Préparatoires on the Crime of Aggression, Cambridge (Cambridge University Press) 2012, pag. 131; art. 5 lett. a 1946 Tokyo Charter, in: ibid., pag. 134.

15 «Affirmation of the Principles of International Law Recognized by the Charter of the Nürnberg Tribunal», documento A/RES/1/95, 11 December 1946, OP 2.

16 Definition of Aggression, allegato alla Risoluzione 3314 (XXIX) dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, 14 dicembre 1974, documento A/RES/29/3314.