Rapporto esplicativo
Consultazione 2015/34: Avamprogetto di legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 (LMCCE) · 22 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 16Fedlex · Rapporto esplicativo
Referenz/Aktenzeichen: COO.2180.109.7.155122 / 922/2015/00001
tati soltanto da determinate persone o in presenza di circostanze particolari. Ciò è in particolare il caso se la persona oggetto di misure chiede di accedere ai suoi atti (cpv. 4 lett. a) o acconsente alla divulgazione di tali atti (cpv. 4 lett. b) oppure se un’autorità ha bisogno degli atti per adempiere i propri compiti legali (cpv. 4 lett. d). Durante l’intera durata della protezione l’accesso non è invece consentito ai terzi non autorizzati.
Un ultimo importante punto riguarda gli atti il cui contenuto, secondo le vittime o le persone oggetto di misure, è errato o incompleto. Il capoverso 5 chiarisce che le persone oggetto di misure possono fare apporre un’annotazione nei propri atti se ritengono controverso o inesatto il loro contenuto. Hanno inoltre il diritto di allegarvi la loro versione dei fatti, che possono di regola redigere con il sostegno dell’archivio interessato. Non esiste tuttavia alcun diritto a una rettifica o addirittura a una distruzione degli atti, che devono invece restare di proprietà degli archivi al fine di documentare per le generazioni venture l’intervento insufficiente o addirittura illecito dello Stato.
Art. 12 Sostegno da parte degli archivi di Stato cantonali
Già oggi gli archivi di Stato cantonali sostengono con successo singole persone oggetto di misure e i servizi di contatto cantonali nella ricerca degli atti. S’intende proporre questo servizio di grande valore anche in futuro. Inoltre, se necessario, gli archivi di Stato cantonali devono sostenere nell’adempimento dei loro obblighi anche le istituzioni, o i loro archivi, che prima del 1982 hanno eseguito misure coercitive a scopo assistenziale e collocamenti extrafamiliari (art. 10 cpv. 3) e che finora, secondo il diritto cantonale, non sottostavano alle legislazioni cantonali sull’informazione, la protezione dei dati e l’archiviazione.
Art. 13 Depositi a risparmio delle persone oggetto di misure
È presumibile che alcune vittime o altre persone oggetto di misure coercitive a scopo assistenziale prima del 1981 siano all’epoca stati titolari di un libretto di risparmio o di un altro deposito a risparmio. Tuttavia, soprattutto a causa della grande distanza temporale degli avvenimenti e della scarsità degli atti e delle prove, spesso non è chiaro cosa né sia stato di questi depositi a risparmio (in particolare se le autorità esecutive dell’epoca li abbiano usati per coprire le spese di sostentamento della vittima). Non sono neppure chiari il numero attuale dei titolari di un deposito a risparmio e l’importo totale dei depositi. Fino alla primavera 2015 in pochi si sono annunciati presso il delegato per le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale e soltanto a una persona è stato versato un importo in virtù della situazione probatoria. Per fornire agli interessati un certo aiuto alla luce di tali circostanze, gli archivi di Stato e quelli privati devono accertare, su richiesta, se i loro archivi contengono informazioni su depositi a risparmio di dette persone. Se gli accertamenti dovessero rivelare indizi su depositi a risparmio in determinate banche o casse di risparmio, queste o i loro successori devono procedere gratuitamente, su richiesta degli interessati, agli accertamenti del caso. Questo disciplinamento tiene conto del postulato 15.3202 Ritrovare i libretti di risparmio delle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale, depositata dalla consigliera nazionale Schneider Schüttel il 19 marzo 2015.
Sezione 4: Consulenza e sostegno da parte dei servizi di contatto cantonali
Art. 14
Nel 2013, su iniziativa della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali, i Cantoni hanno istituito servizi di contatto che offrono alle vittime e alle altre persone oggetto di misure consulenza e – perlopiù in collaborazione con gli archivi cantonali – sostegno nell’elaborazione della loro storia. Questi servizi di contatto ascoltano tali persone se