Rapporto esplicativo
Consultazione 2015/34: Avamprogetto di legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 (LMCCE) · 22 pagine
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Referenz/Aktenzeichen: COO.2180.109.7.155122 / 922/2015/00001
1 Situazione iniziale
Le misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 riguardano soprattutto minori affiliati, collocati in istituti o a servizio, molti dei quali all’epoca sono stati vittime di violenze fisiche o psichiche e di abusi sessuali oppure sono stati sfruttati. Ma riguardano anche bambini che sono stati tolti di forza alle loro madri e dati in adozione; sterilizzazioni o castrazioni eseguite all’insaputa degli interessati o mettendoli sotto pressione; giovani internati in istituti o addirittura in penitenziari a scopi «rieducativi»; somministrazione forzata di farmaci o sperimentazioni farmacologiche. Molti dei bambini e dei giovani oggetto di tali misure provenivano da famiglie itineranti o jenisch.
L’ingiustizia e le sofferenze subite da molti bambini e giovani sottoposti a misure coercitive a scopo assistenziale e collocamenti extrafamiliari non sono imputabili soltanto alle autorità federali, cantonali e comunali dell’epoca. È tuttavia incontestabile che con il loro intervento, e in parte anche con la loro inoperosità (sorveglianza lacunosa o mancante), hanno contribuito a questa situazione o l’hanno tollerata.
Il presente avamprogetto di legge intende creare i presupposti affinché le vittime e le altre persone oggetto di misure coercitive a scopo assistenziale o collocamenti famigliari (persone oggetto di misure) come pure la società possano rielaborare e analizzare questo triste capitolo della storia sociale svizzera. A tal fine la scienza deve analizzare perché e come sono state ordinate ed eseguite le misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari e quali siano state le conseguenze per le vittime e la società. È inoltre d’importanza fondamentale che lo Stato riconosca l’ingiustizia e adotti vari provvedimenti – anche finanziari – a favore delle vittime e della altre persone oggetto di misure per tentare di riparare per quanto possibile alle sofferenze inflitte. È quanto chiedono in sostanza anche l’«Iniziativa per la riparazione» e la Tavola rotonda per le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale e collocamenti extrafamiliari (qui appresso: TR).
La legge federale concernente la riabilitazione delle persone internate sulla base di una decisione amministrativa esclude esplicitamente qualsiasi risarcimento finanziario delle vittime. Tuttavia, esprimendosi sul progetto di legge della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale, il Consiglio federale ha puntualizzato che intendeva esaminare in un momento successivo – nell’ambito di una valutazione globale della situazione delle persone oggetto di misure – se versare determinate prestazioni finanziarie alle vittime (cfr. FF 2013 7681). Tale esame è ora stato effettuato nell’ambito dell’elaborazione dell’avamprogetto per un controprogetto indiretto all’iniziativa per la riparazione.
Determinate prestazioni finanziarie sono considerate imprescindibili per una rielaborazione esaustiva nonché per il riconoscimento e la riparazione dell’ingiustizia inflitta alle vittime. Queste prestazioni non sono tuttavia da intendersi quale riconoscimento della responsabilità dello Stato o risarcimento in senso giuridico, poiché le pretese di questo tipo sono cadute in prescrizione. Si tratta invece di esprimere la disponibilità a riparare all’ingiustizia e la solidarietà nei confronti di persone che in seguito agli avvenimenti e all’azione dello Stato hanno subito, durante la loro infanzia e adolescenza, e continuano a subire notevoli pregiudizi finanziari.
Infatti, molte vittime di misure coercitive a scopo assistenziale e collocamenti extrafamiliari hanno subito gravi svantaggi nella loro formazione scolastica e professionale, con ripercussioni sulle loro possibilità di svolgere un’attività lucrativa, e quindi anche sull’AVS e la previdenza professionale. Molti di loro vivono oggi una situazione finanziaria difficile o addirittura