Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/40: Legge federale sull'Agenzia svizzera per la promozione dell'innovazione (Legge Innosuisse, LASPI) · 33 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 17Fedlex · Rapporto sui risultati

Il PLR suggerisce che l’economia privata sia adeguatamente rappresentata nel Consiglio dell’innovazione.

VD, GE, CP, swissuniversities e HES-SO chiedono inoltre che i diversi settori di promozione siano obbligatoriamente rappresentati da almeno due membri in seno al Consiglio dell’innovazione.

BE propone di prevedere anche un numero minimo di membri al fine di garantire una cerca affidabilità in merito alle dimensioni e alla rappresentatività di questo organo.

GR ritiene che 25 membri siano un numero esagerato per i compiti previsti e che tali dimensioni renderebbero difficile uno svolgimento dei compiti efficiente ed efficace; il numero massimo dei possibili membri del Consiglio dell’innovazione andrebbe pertanto ridotto.

Cpv. 3:

NE, GE, economiesuisse, UPS, Forum PMI, A+ e HSLU ritengono inadeguata la condizione per l’elezione del Consiglio dell’innovazione proposta nell’avamprogetto. Chiedono che in futuro anche le persone con esperienza nella ricerca e nello sviluppo applicati possano essere nominate nel Consiglio dell’innovazione.

SWISSMEM, SIA, STV, FER, Forum PMI e A+ suggeriscono di tenere in considerazione l’esperienza in ambito economico (compresa l’attività imprenditoriale) allo stesso titolo delle conoscenze scientifiche al momento della nomina nel Consiglio dell’innovazione.

USAM chiede che il Consiglio dell’innovazione recluti non più di un quarto dei suoi membri tra persone (svizzere o straniere) che esercitano un’attività principale o a tempo pieno in un’università o in una scuola universitaria. Almeno la metà dei membri del Consiglio dell’innovazione deve provenire da imprese dell’economia privata. Inoltre sarebbe imprescindibile una rappresentanza paritaria dei partner sociali in seno al Consiglio dell’innovazione.

BE, STV, FER, HK Basel, Consiglio dei PF e CSSI fanno notare che tutti i settori della ricerca e dell’innovazione nonché tutti i tipi di scuole universitarie devono essere adeguatamente rappresentati nel Consiglio dell’innovazione.

HK Basel, actionuni, SASSA, CSSI e saguf contestano che la limitazione alle persone provenienti da un contesto vicino a quello economico contraddice la nozione di innovazione di cui alla LPRI, che comprende anche aspetti sociali. actionuni fa notare che la formulazione proposta non tiene conto del settore artistico e propone di integrare la legge con la formulazione seguente: «… e dei loro rapporti con la pratica nell’economia e nella società».

Secondo swiTT è irrinunciabile che anche gli interessi delle istituzioni di ricerca siano sufficientemente rappresentati nel Consiglio dell’innovazione. Suggerisce altresì di considerare esplicitamente nella scelta le relazioni dei candidati con il contesto delle scuole universitarie e della ricerca nonché con i vari settori specializzati.

VD, GE, CP, swissuniversities e HES-SO chiedono un’integrazione di questo capoverso, secondo cui i membri del Consiglio d’amministrazione dovrebbero dimostrare le proprie competenze nella ricerca applicata e disporre di conoscenze nell’ambito delle sfide e delle problematiche sociali.

FR, VD, PS, CP, swiTT, e swissuniversities chiedono tassativamente una rappresentanza equilibrata delle lingue nazionali e dei sessi nel Consiglio dell’innovazione (secondo il PS i sessi devono essere rappresentati con una percentuale non inferiore al 40% ciascuno).

OW e TI chiedono che ogni sistema regionale di promozione dell’innovazione riconosciuto dalla Confederazione abbia diritto ad almeno un seggio nel Consiglio dell’innovazione.

PS, swiTT e Consiglio dei PF approvano il fatto che i candidati al Consiglio dell’innovazione debbano indicare in via preliminare eventuali relazioni d’interesse.