Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/83: Entrata in vigore della seconda parte delle modifiche del 20 marzo 2015 della LPMed e i connessi adeguamenti di alcune ordinanze · 26 pagine

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delle conoscenze linguistiche oppure è il datore di lavoro a decidere se esistono le condizioni per derogare alle esigenze delle conoscenze linguistiche? La deroga può essere applicata anche all’esercizio della professione sotto la propria responsabilità professionale nel senso che, se è compromessa la sicurezza dell’approvvigionamento è possibile rinunciare a verificare le conoscenze linguistiche di cui all’articolo 36 capoverso 1 lettera c revLPMed?

FMH, ISFM, CIMS, ASMAC e Collège des Doyens chiedono anche chi decide se sia possibile rinunciare alle conoscenze linguistiche per assicurare l’approvvigionamento e chi verifica se le persone possiedono le necessarie conoscenze linguistiche dopo un anno. FMH è del parere che le conoscenze linguistiche siano sin dal primo giorno una condizione per un trattamento sicuro ed efficiente e propone di stralciare questo articolo.

Per pharmaSuisse e GSASA occorre considerare, da un lato, il rischio di equivoci tra pazienti e coloro che esercitano una professione medica e, dall’altro, gli svantaggi di un’assistenza medica insufficiente. Secondo la LATer il colloquio con il paziente è imprescindibile ai fini dell’indicazione, della terapia e della dispensazione di medicamenti. Non è chiaro neppure quando «per assicurare l’assistenza medica» sia necessario derogare alla regola di base. In particolare è presumibile che questa nozione giuridica sarà oggetto di diverse interpretazioni da parte dei Cantoni.

Per UZH Med è assolutamente necessario definire nell’ordinanza secondo quali criteri può essere constatato un pericolo per la sicurezza dell’assistenza medica. Inoltre sarebbe necessario spiegare chiaramente chi verifica se i medici possiedono le necessarie conoscenze linguistiche dopo un anno.

Santésuisse constata anche che non è definito che cosa si intenda per assistenza medica insufficiente e in cosa consista il pericolo per la sua sicurezza. Non si fa riferimento neppure a un ufficio (federale) che decida che cosa si debba intendere per assistenza medica insufficiente. Secondo santésuisse è necessaria una precisazione che chiarisca questo punto.

Secondo GE e JU non spetta al datore di lavoro valutare la «sicurezza dell’assistenza medica». Inoltre, la nozione di «sicurezza dell’assistenza medica» è poco precisa e soggettiva. Se questo articolo dovesse applicarsi a persone che operano sotto la propria responsabilità professionale, secondo l’opinione dei due Cantoni è inoltre inappropriato consentire a tali persone di instaurare un rapporto terapeutico con i pazienti senza conoscere la lingua locale e senza alcun controllo. Occorre dunque rinunciare a questo articolo, il quale introduce un’eccezione che non fornisce sufficienti garanzie per la qualità dell’assistenza medica dei pazienti. In alternativa dovrebbe essere consentito a una persona priva delle necessarie conoscenze linguistiche di lavorare soltanto sotto la vigilanza di un altro professionista autorizzato previo consenso dell’autorità cantonale. Secondo JU l’eccezione è tuttavia indispensabile a favore dei docenti delle scuole universitarie.

ChiroSuisse ritiene che sarebbe opportuna la presenza di un traduttore se la persona che esercita una professione medica non conosce la lingua nazionale e lavora in contatto con pazienti.

AG, AI, AR, BL, BS, FR, GL, LU, NE, NW, SH, SO, SZ, TG, TI, VD, ZG, CDS e AMDCS rilevano che l’articolo 11b riguarda la deroga all’obbligo di provare le necessarie conoscenze linguistiche. Di conseguenza dovrebbe seguire l’articolo 11c, che disciplina l’iscrizione e l’attestazione delle conoscenze linguistiche.

Articolo 11b capoverso 1

Secondo OSP questa eccezione crea falsi incentivi per chi esercita una professione medica ad acquisire le necessarie conoscenze linguistiche. Dal punto di vista della sicurezza dei pazienti lascia un margine di manovra troppo ampio ai fornitori di prestazioni. In Svizzera i pazienti sarebbero così penalizzati rispetto ai Paesi vicini, che pongono esigenze molto più severe in materia di conoscenze linguistiche. OSP ritiene che la disposizione sia discutibile in particolare nella cura medica di pazienti psichiatrici. In questo settore specialistico la carenza di medici raggiunge un livello tale che può essere definita emergenza permanente. L’articolo 11b capoverso 1 dell’avamprogetto dell’OPMed va dunque particolar-