Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/1: Modifica dell'ordinanza sulla liquidità (OLiq) · 32 pagine
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Rapporto esplicativo
concernente la modifica dell’ordinanza sulla liquidità
Articolo 17m
Il computo dell’RSF secondo i capoversi 1 e 2 segue la medesima procedura descritta per il computo dell’ASF. Diversamente dall’ASF, per l’RSF è determinante la liquidità o l’alienabilità degli attivi e delle posizioni fuori bilancio di una banca. In termini di liquidità, si distingue tra «completamente liquidi» (ad es. fondi in contanti), «altamente liquidi» (ad es. HQLA), «liquidi» (ad es. crediti a breve termine) e «illiquidi» (ad es. attivi gravati per più di un anno).
Per svariati motivi, gli attivi e le posizioni fuori bilancio richiedono una provvista stabile per periodi di lunghezza diversa. Segnatamente perché:
giungono a scadenza o devono essere rinnovati nell’arco di un anno (ad es. nel caso dei
crediti);
non possono essere venduti senza costi o perdite consistenti o;
sono stanziati in garanzia nel quadro di una raccolta di fondi protetta (ad es. nel caso delle
HQLA, accettate dalla BNS nelle operazioni di pronti contro termine contrariamente ai titoli di qualità «scadente»).
I fattori RSF (cfr. all. 5) sono parametri che assegnano alle diverse voci di attivi e posizioni fuori bilancio una percentuale per cui è richiesta una provvista stabile in base alla loro liquidità o, nel caso delle HQLA, in base alla loro qualità. Per la calibrazione dei fattori RSF, nello schema di regolamentazione della NSFR sono state formulate le ipotesi seguenti:
«mantenimento della creazione del credito all’economia reale»: la NSFR richiede che una
parte del credito concesso all’economia reale sia finanziata da fonti di provvista stabile, al fine di evitare che interruzioni nei finanziamenti possano causare una riduzione del credito;
«comportamento delle banche»: la NSFR è calibrata in base all’ipotesi che le banche rin-
novino una quota significativa dei prestiti in scadenza, al fine di mantenere il rapporto con la clientela;
«durata residua del valore patrimoniale»: la NSFR si basa sull’ipotesi che gli attivi e le po-
sizioni fuori bilancio a lungo termine richiedano una quota superiore di provvista stabile rispetto a determinati attivi e posizioni fuori bilancio a breve termine (con scadenza entro un anno). Per gli investimenti a breve termine, le banche sono normalmente in grado di lasciare che tali attività giungano a scadenza anziché essere rinnovate;
«qualità e disponibilità degli attivi»: la NSFR richiede che le posizioni fuori bilancio e gli attivi
illiquidi (ossia alienabili non senza costi elevati) vengano finanziati completamente mediante fonti di provvista stabile, mentre le HQLA che possono essere prontamente stanziate in garanzia in operazioni di pronti contro termine passive o attive o vendute sul mercato siano finanziate solo per una parte esigua mediante fonti di provvista stabile;
«provvista stabile per impegni fuori bilancio»: fonti di provvista stabile aggiuntive sono inol-
tre richieste a sostegno quantomeno di una modesta quota del potenziale fabbisogno di liquidità derivante da impegni fuori bilancio, come linee di credito e di liquidità irrevocabili per i clienti. Non sempre, infatti, i clienti si avvalgono di queste linee solo per colmare a breve termine carenze di liquidità ma in parte le destinano anche a finanziamenti a lungo termine. Di conseguenza, una parte di questi impegni eventuali deve essere parimenti finanziata nel lungo periodo (n. 9 all. 5). Per quanto attiene al fabbisogno di provvista derivante da finanziamenti commerciali, garanzie e crediti documentari non correlati a finanziamenti commerciali, per la NSFR si rinuncia a un approccio retrospettivo, al contrario della LCR (n. 10.1 e 10.2 all. 5).
I capoversi 3–5 disciplinano le condizioni per il computo dell’RSF per i mutui in obbligazioni fondiarie. Secondo la legge del 25 giugno 1930 sulle obbligazioni fondiarie (LOF; RS 211.423.4), i mutui in obbligazioni fondiarie di entrambe le centrali d’emissione di obbligazioni fondiarie devono sempre essere coperti da crediti ipotecari iscritti nel registro dei pegni. Di conseguenza, le garanzie iscritte nel registro dei pegni della banca fungono da copertura