Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/1: Modifica dell'ordinanza sulla liquidità (OLiq) · 32 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 26Fedlex · Rapporto esplicativo
Rapporto esplicativo
concernente la modifica dell’ordinanza sulla liquidità
0,08 per cento rispetto allo scenario di base.39 Secondo il Comitato di Basilea, le nuove prescrizioni in materia di liquidità non dovrebbero inficiare la crescita tendenziale a lungo termine.
3.2.2.2 Effetti sui margini di interesse netto
Poiché la maggioranza delle banche svizzere raggiunge già una NSFR pari a 1, si esclude che l’introduzione della normativa sulla NSFR possa attualmente influire sui margini di interesse netto e quindi sulla redditività delle banche. Tuttavia, qualora in un dato momento i valori della NSFR delle banche dovessero scendere e fosse pertanto necessario intervenire per aumentarli, potrebbe verificarsi una riduzione dei margini di interesse netto. Ne conseguirebbe una contrazione della redditività delle banche. Operazioni di bilancio volte a ottenere attivi a più breve termine e passivi a più lungo termine aumentano la NSFR (cfr. n. 3.1), ma abbassano i rendimenti degli attivi e accrescono i costi di finanziamento dei passivi. Secondo lo studio di King, ciò è dovuto al fatto che gli attivi a breve termine tendono a produrre rendimenti inferiori rispetto agli attivi a lungo termine, mentre i passivi a lungo termine tendono a costare di più dei passivi a breve termine. In uno studio, King ha stimato la riduzione dei margini di interesse netto a mediamente 70-88 punti di base.40,41Ne può conseguire una regressione della domanda di credito, con le implicazioni negative del caso per la crescita economica.
3.2.2.3 Effetti sul volume di credito e sull’economia reale
Diversi studi empirici hanno valutato gli effetti dell’introduzione della NSFR sull’offerta di credito. Poiché i crediti iscritti all’attivo del bilancio tendono a essere vincolati più a lungo di altri attivi, ad essi sono stati attribuiti fattori RSF più elevati che agli attivi a breve termine e meno rischiosi come, ad esempio, il denaro contante. Le banche la cui NSFR non raggiunge il 100 per cento potrebbero quindi tentare di modificare gli attivi in modo tale da raggiungere il valore pieno (si veda n. 3.1). Potrebbero tentare di allocare più crediti con un fattore RSF basso, ridurre la durata dei crediti o il volume di credito. Una riduzione del volume di credito implicherebbe un calo degli investimenti e, con esso, effetti negativi sul trend di crescita. Per contro, l’assegnazione selettiva di crediti con un fattore RSF basso porterebbe ad allocazioni errate, ostacolando l’attuazione di progetti di investimento potenzialmente redditizi. La riduzione della durata dei crediti genererebbe a sua volta rischi in relazione alla proroga per i beneficiari dei crediti.
Uno studio dell’Autorità bancaria europea (ABE) giunge alla conclusione che l’attività di concessione di crediti delle banche non verrà pregiudicata dall’introduzione della NSFR.42 Dalla simulazione dell’ABE emerge che i crediti con un fattore RSF di 0,65 e i crediti alle PMI non verrebbero compromessi, anzi potrebbero aumentare.43 Gli autori dello studio riconducono questo aspetto al fatto che i crediti in questione sono una buona alternativa agli attivi, che invece devono essere coperti con un finanziamento stabile ancora più elevato.44 Tuttavia, non è possibile escludere del tutto eventuali ripercussioni negative della NSFR sulla concessione di crediti, in particolare alle PMI.45
39 BCBS 2010, pag. 26.
40 King 2013, pag. 4153.
41 La BCE ha stimato l’aumento del differenziale tra tassi di interesse a 57–71 punti di base (Macroeconomic Assessment Group 2010, pag. 24).
42 European Banking Authority 2015, pag. 105.
43 European Banking Authority 2015, pag. 97.
44 European Banking Authority 2015, pag. 99 segg.
45 Scalia 2013.