Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/3: Attuazione delle raccomandazioni del Forum globale relative alla trasparenza delle persone giuridiche e allo scambio di informazioni formulate nel rapporto sulla fase 2 della Svizzera · 25 pagine

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Rapporto dell’Amministrazione federale delle finanze sui risultati della consultazione concernente l’attuazione delle raccomandazioni del Forum globale

Si solleva la questione per cui la disposizione non contribuirebbe all’auspicata coerenza dell’ordinamento giuridico, poiché CO e LRD non darebbero definizioni equivalenti dell’avente economicamente diritto. La soluzione proposta sarebbe inoltre poco mirata, lasciando aperta la questione di chi controlli l’adempimento dell’obbligo di avere un conto bancario.

Per UNIGE la disposizione sarebbe collocata in modo errato da un punto di vista della sistematica, poiché l’obbligo di avere un conto bancario non avrebbe alcuna pertinenza con il diritto contabile.

4.4 Diritto di consultazione (art. 686 cpv. 6, art. 697l cpv. 5, art. 790 cpv. 4 lett. 2, art. 837 cpv. 3 CO)

4.4.1 Panoramica sui risultati della consultazione

19 Cantoni (AG, AI, AR, BE, BL, BS, GE, JU, LU, NE, NW, SG, SH, SO, TG, UR, VD, VS,

ZH), pvl, PSS, USS e Schellenberg Wittmer sono favorevoli alla proposta, benché alcuni di loro propongano diversi adeguamenti.

I partiti PLR e UDC così come economiesuisse, ASB, Bär & Karrer, Baker McKenzie, CP, Forum OAD, Homburger, Lenz & Staehelin, OAD FCT, FSA, SSIC, Scienceindustries, USAM, OAD-ASSL, OAD-ASA, ASSI, SwissHoldings, UNIGE, ASG e VQF sono contrari alla proposta.

Secondo la FSA il libro delle azioni non deve essere in nessun caso reso accessibile al pubblico. Bär & Karrer e UNIGE sottolineano che, secondo il diritto azionario, persino gli azionisti stessi avrebbero un diritto limitato di consultarlo. Mentre dovrebbe essere concesso alle autorità fiscali in virtù delle esigenze di trasparenza, le altre autorità e gli intermediari finanziari non necessiterebbero di un diritto di consultazione completo.

Baker McKenzie, Bär & Karrer, Lenz & Staehelin, FSA e UNIGE affermano di non comprendere perché sia stato proposto di accordare agli intermediari finanziari un diritto di consultazione perché possano adempiere i loro obblighi di diligenza, dal momento che gli intermediari finanziari sarebbero liberi di interrompere o neanche avviare una relazione d’affari e di darne comunicazione secondo l’articolo 9 LRD, se la controparte non mette a disposizione le informazioni necessarie. Ritengono altrettanto incomprensibile perché sia stato proposto di accordare agli intermediari finanziari il diritto di consultare tutti gli elenchi della società, poiché conformemente alla LRD gli obblighi di diligenza si riferirebbero esclusivamente all’avente economicamente diritto. Infine sarebbe opinabile se la consultazione dell’elenco degli aventi economicamente diritto consentirebbe a un intermediario finanziario di adempiere effettivamente i propri obblighi conformemente all’articolo 4 e seguente LRD, giacché le definizioni di avente economicamente diritto ai sensi degli articoli 697j e 790a CO e 2a capoverso 3 LRD non coinciderebbero. Le persone annunciate alla società conformemente al CO non corrisponderebbero quindi necessariamente agli aventi economicamente diritto secondo la LRD. Per le ragioni esposte propongono pertanto di rinunciare all’introduzione di un diritto di consultazione per gli intermediari finanziari.

Anche USAM e Homburger si dicono contrari ad accordare agli intermediari finanziari il diritto di consultazione, adducendo l’ulteriore argomentazione secondo cui, in combinazione con l’obbligo di avere un conto bancario, gli intermediari finanziari diverrebbero in questo modo la «longa manus» delle autorità fiscali e penali. Questo ruolo andrebbe ad aggiungersi, senza indennità, ai loro obblighi comportamentali e di comunicazione, volti a prevenire il riciclaggio di denaro, e pertanto andrebbe respinto.

Il PPD e I Verdi non si esprimono in merito alla proposta.