Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/51: Modifica della legge sugli stupefacenti e ordinanza concernente sperimentazioni pilota secondo la legge sugli stupefacenti (sperimentazioni pilota con canapa) · 33 pagine
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Art. 7 Prodotti
Art. 7 Prodotti
1Gli stupefacenti che producono effetti del tipo della canapa, resi accessibili nell’ambito di sperimentazioni pilota, devono rispettare i seguenti requisiti:
a. il tenore totale di THC non può superare il 20 per cento;
b. soddisfare i requisiti delle buone pratiche agricole ed essere di qualità elevata, segnatamente per quanto concerne le impurità e i pesticidi;
2Le sostanze contenute in questi prodotti (in particolare il tenore totale di THC e CBD) devono essere determinate secondo standard di laboratorio riconosciuti.
3I prodotti destinati a essere fumati o vaporizzati o che possono essere utilizzati a tali scopi sono soggetti all’imposta sul tabacco secondo l’articolo 3 capoverso 1 dell’ordinanza del 14 ottobre 20091 sull’imposizione del tabacco.
Art. 7 cpv. 1
BE, VS, TG e JU nonché KAV vogliono che i prodotti resi accessibili nell’ambito di sperimentazioni pilota debbano sottostare a standard per i medicamenti fitoterapeutici accettati a livello internazionale. ZH ritiene che anche determinate sostanze estranee debbano essere escluse e che i prodotti cosiddetti edibili (commestibili o bevibili) debbano soddisfare i requisiti di legge per le derrate alimentari. Quattro associazioni della canapa (ACCG, ACRT, MCVS, VLI) chiedono che il livello di qualità scelto sia stabilito sulla base di più condizioni quadro analogamente a quanto avviene per esempio nell’industria farmaceutica. Secondo UR occorre una base legale chiara per le ispezioni periodiche e l’ordinanza deve autorizzare esplicitamente gli organi di controllo ad accedere a luoghi, spazi ed edifici in qualsiasi momento senza un mandato di perquisizione. IGHANF auspica che in questo articolo venga inserito il concetto di categoria di prodotti come per esempio spray, oli, caramelle ecc. in quanto i modi d’uso e le conseguenze del loro impiego sono strettamente connessi a tali categorie.
Art. 7 cpv. 1 lett. a
Otto gruppi di interesse del settore scienza17, SSPH+, FUSUMIS e sette persone private18 ritengono che il valore massimo di THC proposto sia adeguato, mentre secondo Ostermundigen, SVSP e PEV è troppo alto; SVSP propone di abbassarlo al 12 per cento, Ostermundigen al 15 per cento.
BE, MRI, CTU BE e IDS si interrogano se non sia più opportuno controllare l’adeguatezza del tenore di THC nell’ambito della procedura di autorizzazione. Quattro associazioni della canapa (ACCG, ACRT, MCVS, VLI) propongono di non limitare il tenore di THC dei prodotti che possono essere messi in commercio nell’ambito di sperimentazioni pilota, bensì di informare e sensibilizzare i partecipanti sugli effetti dei diversi principi attivi della canapa. SSAC propone di non fissare un limite percentuale massimo per il tenore totale di THC, ma piuttosto di sensibilizzare sul grado di purezza e sugli effetti. IGHANF ritiene che occorra attendere i risultati delle sperimentazioni per esprimersi sull’utilità di una percentuale massima di THC.
Art. 7 cpv. 1 lett. b
KKBS, BL e AI auspicano che invece di «buone pratiche agricole» nell’ordinanza si utilizzi il termine della Commissione europea «buone pratiche di fabbricazione» (Good Manufacturing Practices – GMP) o quello in esse incluso di «buone pratiche agricole e di raccolta» (Good Agricultural and Collection Practices – GACP). A loro modo di vedere, mancano standard relativi per esempio ai pesticidi e ad altre impurità. Ostermundigen propone di riformulare questa lettera come segue: «essere prodotti conformemente alle prescrizioni relative alla prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER) ed essere della migliore qualità, segnata-
17LSS, SAMW, a+, ISPM, IUMSP, UniLu, UniGeG
18CKU, MPU, KME, PMV, GSO, OFR, LMA
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