Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/52: Modifica dell'ordinanza sulle prestazioni (OPre) (neutralità dei costi, valutazione dei bisogni) · 28 pagine
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provengono dall’analisi del pool di dati 2010-2014, per il 2014 da quella degli anni 2013-2017. Il pool di dati consente l’analisi dei dati secondo il fornitore di prestazioni (ad es. «Case di cura», «Infermiere e infermieri» e «Organizzazioni Spitex»), il tipo di prestazione (ad es. «Tariffe cure stazionarie», «Cure acute e transitorie», «Medicamenti») o la combinazione di entrambi. Il fornitore di prestazioni «Case di cura» è suddiviso nelle sottocategorie «Case di cura», «Case per anziani e di cura», «Istituti per persone con disabilità», «Istituti per il trattamento di casi psico-sociali», «Cure acute e transitorie» e «Casi speciali». Nel quadro della verifica della neutralità dei costi dei contributi alle cure, si utilizzano i dati secondo il fornitore di prestazioni per la categoria principale «Case di cura». Se non specificato altrimenti, il presente commento si riferisce a questo utilizzo. L’analisi di sensitività mostra infatti che anche operando scelte diverse – sottocategorie «Case di cura» e «Case per anziani e di cura» da sole, «Case di cura», «Case per anziani e di cura» e «Cure acute e transitorie» da sole oppure tutte le sottocategorie esclusa la «Cure acute e transitorie» – il fattore di correzione dei contributi alle cure (calcolato con il metodo di cui alla cifra I.2.2) cambierebbe solo in misura minima rispetto all’applicazione della categoria principale «Case di cura» (tra -0,2 % e +0,1 %). L’effetto di queste diverse selezioni è irrilevante rispetto all’influsso dei parametri non quantificabili esposti nei punti seguenti, come la calibratura dei sistemi di rilevazione del bisogno di cure BESA e RAI/RUG, l’evoluzione dell’intensità delle cure o il trasferimento della fatturazione del materiale (cfr. in proposito le cifre I.2.1.2-I.2.1.9).
Le giornate di cura vengono rilevate sia nel pool di dati sia nella statistica SOMED. In quest’ultima (tabella 4-A), l’aumento della quantità tra gli anni 2010 e 2014 è maggiore (+7,8 %) rispetto a quello del pool di dati (+5,4 %, selezione come per le prestazioni lorde, cfr. cifra 2.2). La differenza potrebbe essere ascrivibile al fatto che le cifre pubblicate nella statistica SOMED fino al 2011 considerano esclusivamente le giornate di cura dei clienti lungodegenti e solo dal 2012 anche quelle dei clienti brevidegenti nonché dei clienti delle strutture diurne o notturne.
2.1.2 Prestazioni accessorie
Le produzioni 2010 e 2014 del pool di dati della SASIS SA non sono strutturate allo stesso modo. Nel 2010, per le case di cura erano previsti i tipi di prestazione «Istituto Livello cure non noto» e «Cure ambulatoriali Livello cure non noto». Il primo includeva, oltre alle prestazioni di cura lorde, anche prestazioni accessorie, in particolare sotto forma di forfait complessivi. I tipi di prestazione rielaborati e vigenti nel 2014 prevedono per le case di cura una suddivisione tra «Case di cura Tariffe cure stazionarie», «Case di cura Tariffe cure ambulatoriali in strutture diurne e notturne», «Case di cura Tariffe cure acute e transitorie», «Case di cura Forfait» e «Case di cura Medicamenti e EMAp», ciò che implica una rilevazione separata delle prestazioni accessorie. Probabilmente nel 2014 non tutti i dati sono stati forniti al pool di dati secondo la nuova struttura, quindi una parte delle prestazioni accessorie continua a essere imputata al tipo di prestazione «Case di cura Tariffe cure stazionarie».
Dalle analisi dei dati svolte dall’UFSP è emerso che il rimborso di cure e prestazioni accessorie non è trasparente e che negli anni 2010 e 2014 è avvenuto con modalità differenti. Nelle sue sentenze del 1° settembre e del 7 novembre 2017, il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha specificato che nell’ambito del nuovo ordinamento del finanziamento delle cure i materiali utilizzati dal personale di cura
– indipendentemente dal fatto che figurino nell’elenco dei mezzi e degli apparecchi (EMAp) – costituiscono una componente necessaria delle cure, la cui rimunerazione non deve avvenire separatamente bensì secondo le regole del finanziamento delle cure da parte delle tre unità finali d’imputazione (C-3322/2015 e C-1979/2015). In considerazione di ciò, per le case di cura il DFI non ha incluso nel calcolo dei contributi alle cure dell’AOMS i mezzi e gli apparecchi in parte rimborsati separatamente (cfr. cifra I.1.2). Nel quadro delle riunioni con i rappresentanti dei Cantoni, dei fornitori di prestazioni e degli assicuratori, organizzate dall’UFSP nel 2014 e nel 2015, non è stato tuttavia possibile ricostruire come i costi dei materiali per le cure venissero fatturati dai fornitori di prestazioni e quindi in che misura siano stati considerati nel calcolo dei contributi. Ma anche se determinati materiali utilizzati dal personale di cura fossero stati fatturati separatamente, ciò non significa ancora che queste prestazioni non siano state incluse almeno in parte nelle tariffe o nei rimborsi considerati per il calcolo dei contributi alle cure.
Secondo quanto riportato dal pool di dati, tra il 2010 e il 2014 il totale delle prestazioni lorde degli assicuratori a favore dei centri di consegna EMAp è aumentato del 97 per cento, passando da 122 milioni