Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/62: Modifica della legge federale sull'assicurazione malattie (Misure di contenimento dei costi - pacchetto 1) · 38 pagine

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dei generici era il doppio che all’estero. Santésuisse considera troppo poco ambizioso il potenziale di riduzione dei costi del modello 1, ma lo sostiene lo stesso quale «seconda miglior» soluzione. Groupe Mutuel e CSS sono a favore del modello 2, poiché gli assicuratori potranno negoziare con i produttori prezzi ancora più vantaggiosi. Nascerà così la possibilità di soluzioni competitive, che porteranno a un risparmio ottimale. In ogni caso dovranno essere garantite la praticabilità amministrativa e condizioni adeguate per gli assicurati. Per CSS e curafutura, due medicamenti con il medesimo principio attivo (invece di tre) sono già sufficienti per negoziare un prezzo di riferimento. Il prezzo di riferimento deve corrispondere al minor prezzo notificato per confezione e dosaggio e valere fino alla notifica successiva. Inoltre dopo la scadenza del brevetto i prezzi dovranno essere limitati al livello generico dei Paesi di confronto e il prezzo massimo non dovrà superare di più del 20 per cento il livello medio dei prezzi dei generici nei Paesi di riferimento. Quanto alla sicurezza dell’approvvigionamento, nella maggior parte dei casi le minacce non sono legate al prezzo. Se i prezzi dovessero essere troppo bassi e quindi non coprissero i costi di produzione, in un sistema di concorrenza i fabbricanti di generici potrebbero offrire prezzi più alti. Santésuisse è convinta che per realizzare i potenziali di riduzione dei costi occorra stimolare la concorrenza dei prezzi tra i medicamenti con il medesimo principio attivo. L’associazione critica la scelta della fissazione del prezzo di riferimento in base al terzo meno caro, ma vi intravede anche dei vantaggi in termini di stabilizzazione del sistema. Santésuisse chiede inoltre che le agevolazioni convenute contrattualmente tra i titolari dell’omologazione e gli assicuratori non siano sottoposte all’obbligo di notifica. Per finire, gli assicuratori devono poter prevedere che siano remunerati solo alcuni dei medicamenti di cui al capoverso 1, se ciò garantisce un approvvigionamento meno caro di medicamenti. A tal fine dovranno pubblicare un elenco di tali medicamenti e dei loro principi attivi.

Essendo contrari in generale ai sistemi di prezzi di riferimento, i fornitori di prestazioni si oppongono a entrambi i modelli, troppo complessi per poter essere attuati in modo soddisfacente. pharmaSuisse e AeGBL argomentano dicendo che il criterio del numero di generici nell’ES non è sufficiente per evitare che l’approvvigionamento mondiale di principi attivi sia assicurato prevalentemente da fabbricanti indiani o cinesi. Il criterio determinante dovrebbe essere piuttosto il numero di fornitori del principio attivo. H+ osserva che l’esperienza del passato insegna che, in caso di difficoltà di fornitura, i medicamenti commercializzati in Svizzera solo da tre titolari dell’omologazione non sono reperibili sull’intero territorio. Secondo SGDV e SGKJPP, oltre al principio attivo per la sicurezza dei pazienti svolge un ruolo anche la galenica e la legge deve tenerne conto. pharmaSuisse si oppone alla fissazione di un prezzo massimo che supera l’importo assunto dall’AOMS. Il mercato regolamentato riguarda unicamente la quota dei costi assunta dall’AOMS. Il «resto» deve essere lasciato al libero mercato e pagato dai pazienti di tasca propria. Un adeguamento unilaterale dei prezzi solo verso il basso è contrario alla parità di trattamento ed è respinto risolutamente da Intergenerika e vips. Lo stesso vale per la competenza del Consiglio federale di fissare differenze di prezzo, prezzi di riferimento ecc. e prevedere deroghe. Intergenerika, vips e SO ritengono che per queste disposizioni manchi la base legale, dal momento che l’OAMal e l’OPre sono solo ordinanze di esecuzione. Attualmente nelle disposizioni manca qualsiasi indicazione o criterio, ad esempio sulle modalità di calcolo delle differenze di prezzo. Per finire, secondo Intergenerika e vips in entrambi i modelli non si capisce in base a quali criteri il Consiglio federale stabilirà che l’approvvigionamento è minacciato. SGAIM privilegia il modello 1, dal momento che l’onere burocratico sembra inferiore e l’approccio – fissazione schematica dei prezzi di riferimento e dei prezzi massimi – più pragmatico. Pur essendo contrario a un sistema di prezzi di riferimento, se proprio fosse necessario APA opterebbe per il modello 1. FMH, Iph, Intergenerika, vips ecc. respingono su tutta la linea il modello 1, poiché a medio termine distruggerebbe il mercato dei generici e dei biosimilari. I prodotti meno cari sparirebbero dal mercato, il che a medio e lungo temine farebbe lievitare i costi, minando gli obiettivi della LAMal. A breve temine porterebbe a una riduzione dei prezzi dei generici, ma anche a una flessione della sicurezza e della qualità dell’approvvigionamento. Per poter continuare ad assumere i medicamenti comprovati, i pazienti dovrebbero pagare un supplemento. L’entità della differenza di prezzo non dovrebbe essere fissata (unicamente) dal Consiglio federale in un’ordinanza (tra l’altro vips). I fabbricanti hanno bisogno di certezza del diritto. Di conseguenza, se il Consiglio federale potrà modificare autonomamente gli sconti, non potranno più pianificare e produrre in anticipo. Intergenerika