Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/2: 09.503 Iv.pa. Abolire progressivamente le tasse di bollo e creare nuovi posti di lavoro (Legge federale sulle tasse di bollo) · 36 pagine

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Le obbligazioni dei gruppi svizzeri vengono oggi prevalentemente emesse tramite società finanziarie estere e non per opera delle società madri domiciliate in Svizzera. Tramite la riforma dell’imposta preventiva e l’abolizione della tassa di negoziazione sui titoli svizzeri (in particolare obbligazioni) sarebbe possibile consolidare in Svizzera un mercato rilevante delle obbligazioni nazionali, facendo in modo che il valore aggiunto sia ora generato in Svizzera (SIX).

SIX sta realizzando la prima borsa digitale completamente integrata: la SIX Digital Exchange (SDX). La SDX emetterà token di investimento con diritti sociali (azioni) e token sul capitale di terzi (prestiti). Il commercio di tali token di investimento sarà assoggettato alla tassa di negoziazione laddove siano coinvolti commercianti di valori mobiliari svizzeri. Siccome presso la SDX le banche rappresentano i partecipanti e li qualificano come commercianti di valori mobiliari svizzeri, sugli scambi verrebbe riscossa la tassa di negoziazione.

• Nel caso in cui tali token di investimento venissero trattati come C2C su una piattaforma al-

ternativa in Svizzera oppure all’estero, non si applicherebbe la tassa di negoziazione.

• La tassa di negoziazione non si applicherebbe nemmeno ai token di investimento trattati

all’estero come B2B.

Con l’abolizione della tassa di negoziazione sui titoli svizzeri si potrebbe creare per la SDX una parità di condizioni con le piattaforme concorrenti, eliminando al contempo gli svantaggi. Siccome in una prima fase è prevista in particolare l’emissione di token di investimento nazionali, l’abolizione della tassa di negoziazione sui titoli svizzeri è particolarmente importante (SIX).

Nelle attività internazionali di gestione patrimoniale e depositi, gli intermediari finanziari devono fare i conti con uno svantaggio legato alla piazza svizzera, in particolare a causa della tassa di negoziazione sui titoli esteri (economiesuisse, SIX). Circa la metà dei patrimoni gestiti in Svizzera è di provenienza estera. Per i clienti internazionali sarebbero molto importanti soprattutto gli investimenti in titoli esteri, visto che spesso investono maggiormente sui loro mercati domestici. Tale fenomeno, noto come «home bias», è molto diffuso. Per la gestione patrimoniale internazionale è inoltre particolarmente importante poter offrire buone condizioni quadro relativamente ai titoli esteri, che attualmente sono gravati da una tassa di negoziazione dello 0,3 per cento, doppia rispetto a quelli svizzeri. Sotto questo profilo, la piazza finanziaria svizzera ha una posizione di svantaggio rispetto ai suoi concorrenti diretti come Londra, gli Stati Uniti, Singapore oppure Hong Kong. Nella concorrenza globale fra le piazze di gestione patrimoniale non pare più possibile pretendere il pagamento di tale tassa da parte dei clienti (economiesuisse).

Un ulteriore svantaggio è dato anche dal fatto che un numero via via maggiore di Stati (come

p. es. Francia, Italia o altri membri UE) abbia introdotto o intenda introdurre una Financial Transaction Tax (FTT) sulle azioni emesse nel proprio territorio. In combinazione con la tassa di negoziazione svizzera, si viene dunque a creare su tali azioni estere una doppia imposizione

(ABES, economiesuisse, VSPB).

La tassa di negoziazione impedisce concretamente l’insediamento in Svizzera di attività solide e lucrative nel settore finanziario (economiesuisse, ASB).

• Operazioni di deposito: le banche svizzere mantengono per i propri clienti un volume di titoli

pari a circa 6200 miliardi di franchi. Un importo di ulteriori 600 miliardi di franchi, ossia circa il 10 per cento, è detenuto all’estero. Il motivo è da ricercarsi, fra l’altro, nelle tasse di bollo, che tengono inoltre anche lontani nuovi clienti dalla Svizzera. L’abolizione della tassa di negoziazione consentirebbe di trasferire in Svizzera tali valori e il corrispondente valore aggiunto. Oltre ai depositi già esistenti e a quelli rimpatriati, senza la tassa di negoziazione la Svizzera aumenterebbe la propria attrattiva per i titolari di depositi esteri, con un conseguente aumento del volume totale dei depositi di titoli.

• Mercato dei prestiti: lo scambio di obbligazioni estere con una durata residua inferiore a un

anno sulla piazza finanziaria è reso quasi del tutto impossibile poiché la rendita sulle durate brevi è di norma inferiore alla tassa di negoziazione applicata. Tale tassa ha pertanto in questo ambito un effetto dissuasivo. Con la sua abolizione sarebbe possibile riportare in Svizzera dall’estero il valore aggiunto legato a tali attività di negoziazione.

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