Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/2: 09.503 Iv.pa. Abolire progressivamente le tasse di bollo e creare nuovi posti di lavoro (Legge federale sulle tasse di bollo) · 36 pagine

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Visto che la piazza finanziaria svizzera ha dimostrato la propria attrattiva già da anni, c’è da dubitare della necessità dell’abolizione delle tasse di bollo (I Verdi).

La riscossione delle tasse di bollo non minaccia l’attrattiva della piazza finanziaria svizzera. La legislazione vigente tiene già conto del pericolo di migrazione delle transazioni finanziarie verso borse estere. È già prevista una serie di transazioni (art. 14 LTB) e investitori (art. 17a LTB) esentati. Le transazioni sulla borsa dei derivati Eurex e la negoziazione di titoli svizzeri presso una borsa estera non sono inoltre assoggette alle tasse di bollo (art. 19 LTB) (Travail.Suisse).

Chi si esprime a favore dell’abolizione delle tasse bollo confida che quest’ultima produca un aumento dell’attività economica; tale speranza si basa tuttavia su ipotesi estremamente ottimistiche (I Verdi, USS, Travail.Suisse). L’affermazione contenuta nello studio BAK, secondo cui l’abolizione delle tasse di bollo porterebbe a un aumento del PIL pari allo 0,4 per cento entro 10 anni va pertanto messa in dubbio, mentre non si prevedono effetti positivi sull’occupazione. L’abolizione delle tasse di bollo potrebbe effettivamente creare un piccolo numero di posti di lavoro nel settore finanziario, ma produrrebbe nel complesso una perdita occupazionale molto maggiore visto che le minori entrate per la Confederazione (pari a 2 miliardi di franchi) avrebbero inevitabilmente ripercussioni sull’occupazione in diversi settori (Travail.Suisse).

A essere interessato sarebbe in particolare il settore pubblico, poiché la Confederazione potrebbe essere obbligata a ridurre le proprie spese per i Cantoni (Travail.Suisse) e perché si corre il rischio che ciò porti a tagli a carico dell’ambiente e della sicurezza sociale (I Verdi).

Le minori entrate fiscali derivanti dall’abolizione delle tasse di bollo porterebbero a programmi di risparmio per effetto del freno all’indebitamento. A livello economico, questi ultimi sarebbero molto più dannosi degli eventuali effetti positivi ottenuti con l’abolizione delle tasse di bollo (USS).

Si afferma erroneamente che le tasse di bollo rappresentano per la Svizzera uno svantaggio competitivo, visto che i Paesi europei non le applicano. Dopo la crisi finanziaria, in diversi Stati membri dell’Unione europea (p. es. in Francia e in Italia) sono state introdotte imposte sulle transazioni finanziarie e anche la Germania e l’Unione europea ne stanno discutendo l’introduzione. Con un’abolizione di queste tasse senza una loro sostituzione, la Svizzera andrebbe esattamente in direzione contraria e sbagliata (PS, USS).

In Svizzera, dove non sono previste imposte sulle transazioni finanziarie, imposte sugli utili da capitale né (nella maggior parte dei casi) imposte sulle successioni, un’esenzione del mercato dei capitali e delle assicurazioni non è di certo la priorità più urgente, tanto più che tali settori sono già oggi esentati dall’IVA (PEV).

Già prima della crisi del coronavirus c’erano stati indizi di un possibile peggioramento della situazione finanziaria della Confederazione, considerato che si sono palesati rischi tanto economici quanto politici (OCSE, contratto quadro). Per questo motivo, la politica farebbe bene a non scadere con scarsa lungimiranza in una «corsa al ribasso» tagliando le imposte là dove per considerazioni di equità tale riduzione è meno impellente (PEV).

L’abolizione delle tasse di bollo non è l’unica proposta in ambito fiscale che comporterebbe entrate notevolmente minori per la Confederazione. Già l’abolizione o la massiccia riduzione di diverse imposte sul capitale o sui redditi elevati mirano in questa direzione. Nello specifico, si tratta dell’aumento della deduzione per i figli per le imposte federali (18.050), la revisione del diritto della società anonima (16.077) o l’abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali (19.076). Parallelamente, la RFFA approvata dal popolo produrrà perdite di gettito per circa 1,4 miliardi di franchi l’anno a livello federale. Complessivamente, nei soli piani di riduzione delle imposte più recenti le minori entrate ammontano ad almeno 5 miliardi di franchi l’anno, pari a circa il 7 per cento del preventivo della Confederazione. Se venissero attuati tutti i progetti, l’inevitabile conseguenza sarebbero sensibili pacchetti di misure di risparmio (PS, USS).

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